PER NON DIMETICARE: La protesta contro la cattiva gestione si sposta a Roma con un’altra interpellanza parlamentare

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ERA FEBBRAIO 2015.

Mentre la città si mobilita contro il “Regolamento Bavaglio” e ottiene il ritiro dei tre punti “contestati” iscritti all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri, riprende in Parlamento, la protesta delle Organizzazioni Professionali di Rappresentanza che dopo l’affollatissima e partecipata conferenza del 5 febbraio 2015 nel Chiostro delle Clarisse, ha ottenuto prima il sostegno politico del Movimento UNITI A SINISTA  e subito dopo quello dei Parlamentari di SEL che sollecitati dalla segreteria locale del partito, hanno presentato una apposita interpellanza Parlamentare a firma degli Onorevoli FRATOIANNI, DURANTI e PANNARALE.

Di seguito il comunicato di SEL sulla questione Terlizzi.

FRATOIANNI (SEL): “INTERVENGA IL GOVERNO A TUTELA DEI CITTADINI”

Il coord. Naz. e deputato di Sinistra E. Libertà, Nicola Fratoianni, ha depositato insieme alle deputate Annalisa Pannarale e Donatella Durante, una interrogazione al Ministro dell’Interno e al Ministro delle Finanze per fare luce sulle cartelle pazze che stanno affliggendo i cittadini di Terlizzi.

“La riscossione dei tributi locali a Terlizzi continua a essere avvolta nelle ombre della mancanza di chiarezza e di trasparenza.

I cittadini di Terlizzi vengono ancora una volta vessati da richieste e accertamenti che non hanno alcuna validità certa, né hanno subito verifiche e controlli rigorosi da parte dell’amministrazione comunale terlizzese. L’unica risposta dell’amministrazione è stata quella di aver affidato il servizio di riscossione ad una società, la Servizi Locali srl, in maniera poco chiara, scaricando quindi i problemi sulle spalle dei cittadini.

Per questo, come deputati pugliesi di SEL abbiamo deciso di intervenire e di chiedere l’intervento del Ministro dell’Interno e del Ministro delle Finanze, a tutela dei cittadini terlizzesi.

In assenza di contromisure da parte del Sindaco Gemmato e dell’amministrazione comunale di Terlizzi, chiediamo al governo se sia il caso di cancellare la Servizi Locali srl dall’albo dei soggetti privati abilitati all’attività di liquidazione e accertamento dei tributi.

Perché – conclude Fratoianni – in questo quadro, l’amministrazione comunale non si pone a tutela dei cittadini di Terlizzi?”

DI SEGUITO IL TESTO DELLA INTERPELLANZA

0Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08178
presentato da
FRATOIANNI Nicola
testo di Giovedì 26 febbraio 2015, seduta n. 382

FRATOIANNI, DURANTI e PANNARALE. — Al Ministro dell’interno, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
sono sette le organizzazioni professionali di categoria del comune di Terlizzi (BA), che in rappresentanza dei commercianti, degli artigiani, degli agricoltori e dei lavoratori, si sono unite in una pacifica protesta contro la cattiva gestione comunale dei tributi locali;

le suddette hanno dato vita ad un coordinamento unitario con cui attivare ogni forma di protesta per porre fine al caos amministrativo delle «cartelle pazze» inviate dalla società «Servizi Locali», che dal 18 novembre 2014 è il nuovo gestore dei tributi locali del comune di Terlizzi. Una situazione che si trascina dal 2011 e che imperversa ancora oggi con le ottomila cartelle notificate nel periodo tra fine dicembre 2014 e metà gennaio 2015;

le azioni di protesta messe in atto, scaturiscono da una forte esigenza di trasparenza in merito alle procedure attivate dal comune di Terlizzi che da diversi anni sottopone molti contribuenti al pagamento di una tassazione spesso illegittima e gonfiata da sanzioni ed interessi di mora;

al centro dell’iniziativa di protesta vi è un esposto, indirizzato al Ministro dell’interno, al prefetto di Bari e all’Autorità nazionale anticorruzione, che descrive la difficile situazione e il malessere sociale che si respira a Terlizzi a causa di un negligente ed inefficiente controllo sull’operato della precedente ditta appaltatrice, CENSUM spa, del servizio riscossioni la quale era tenuta da contratto «… a provvedere, con personale e strumenti a proprio carico, alla bonifica degli archivi comunali contenenti i dati relativi alla Tarsu, all’Ici, alla Tosap, all’imposta di pubblicità e al diritto sulle pubbliche affissioni, ai fitti box, banchi e diritti di mercato nel caso in cui vi fossero incongruenze tra i documenti acquisiti dall’Ufficio Tributi o gli stessi siano palesemente inesatti…». La bonifica degli archivi dell’ufficio tributi del comune era condizione indispensabile, nonché un atto di buon governo nei confronti della comunità, al fine di evitare il ripetersi di situazioni che stancamente, e ogni anno, si verificano in danno della comunità terlizzese;

l’inadempienza contrattuale da parte della precedente ditta appaltatrice e di un negligente ed inefficiente controllo sull’operato della ditta appaltatrice, da parte della dirigenza dell’ufficio tributi, veniva già evidenziato dalla «commissione di indagine sulla gestione dei tributi comunali» appositamente istituita con delibera del consiglio comunale n. 2 del 26 gennaio 2011, di cui faceva parte l’attuale sindaco e il presidente dell’allora commissione d’indagine ed attuale presidente della
commissione consiliare permanente finanze;

le cartelle tributarie riguardano Ici, Tarsu e gli accertamenti si riferiscono agli anni 2009 e successivi. Sono molti i cittadini che hanno ricevuto la richiesta di pagamento per tre anni arretrati, al punto da far schizzare alle stelle l’imposta dovuta. Il punto è che anche quest’anno ci sarebbero errori di calcolo delle imposte causati da conteggi errati delle particelle catastali o da attribuzione non congrue degli immobili ai rispettivi proprietari, o di tributi già saldati dai contribuenti;
secondo alcuni consulenti tributari molti accertamenti potrebbero risultare nulli per difetto di notifica: per poter essere riscossi regolarmente gli accertamenti dovevano essere stati notificati entro il 31 dicembre 2014 e, essendo stati inviati con semplice posta privata, non c’è certezza sulla reale notifica nel termine.

In teoria c’è il rischio che il comune veda ridursi gli incassi preventivati. Tuttavia, per far valere il ritardo di notifica, e quindi la nullità dell’accertamento, bisogna ricorrere in giudizio e le semplici spese di accesso al giudizio si aggirano attorno ai 250 euro;
molti accertamenti ripropongono gli stessi errori contenuti negli atti degli anni 2005-2006-2007 e 2008 e, per quanto concerne la TARSU dell’anno 2009, a molti contribuenti non è mai pervenuto l’avviso di pagamento ed oggi, si ritroverebbero a pagare oltre al tributo legittimo, sanzioni ed interessi a causa di inadempienze amministrative del Comune;
le opposizioni hanno denunciato le modalità di affidamento del servizio per la riscossione dei tributi locali, dove l’amministrazione comunale ha di fatto prodotto un «frazionamento artificioso della spesa» in affidamenti diretti per un importo complessivo di 110.000 euro;
la situazione suddescritta impone l’assunzione, da parte del Sindaco e della dirigenza dell’Ufficio Tributi del Comune di Terlizzi, di iniziative urgenti ed improcrastinabili per una riscossione delle entrate proprie, ai fini di una più corretta gestione della contabilità pubblica per non incorrere nella responsabilità amministrativa in presenza di danno patrimoniale arrecato all’Ente.

Sarebbe opportuno, a tal riguardo, potenziare e valorizzare le risorse umane dell’Ufficio Tributi oltreché innovare le risorse strumentali; favorire ed accrescere, attraverso collegamenti informatici, lo scambio di flussi informativi e documentali tra gli Uffici Tributi ed altri uffici quali l’Agenzia del Territorio, quella dell’Entrate e altre ancora; ricorrere, previa attenta valutazione, a procedure di affidamento a mezzo gara ad evidenza pubblica del servizio riscossione, ovvero della gestione
diretta del servizio stesso, anche in forma consortile con più Enti, per un più razionale impiego del personale e la massimizzazione dei risultati.

Da ultimo, si dovrebbe privilegiare maggiormente il rapporto tra l’Amministrazione ed i cittadini ai fini di una più immediata risposta alle diverse problematiche, previo contatto continuo con gli sportelli telematici, anche al di fuori degli orari di apertura al pubblico –:

se, alla luce di quanto riportato in premessa, non si intenda valutare se sussistano i presupposti per la cancellazione della società «Servizi Locali» dall’albo dei soggetti privati abilitati all’attività di liquidazione e accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e delle altre entrate delle province e dei comuni;
di quali elementi dispongano e quali eventuali iniziative abbiano assunto la prefettura di Bari ed il Ministro dell’interno a seguito dell’esposto presentato dai consiglieri comunali di opposizione con il quale si denunciava un «frazionamento artificioso della spesa».

STASERA LA SINISTRA SI INCONTRA PER SOSTENERE VITAGLIANO SINDACO

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