L’ultimo respiro di una giunta comunale sotto l’occhio del ciclone

Andamento amministrativo di male in peggio al comune di Terlizzi!
Vox populi mi rende edotto di censurabili azioni amministrative, sotto vari profili, adottate dalla giunta comunale. La strumentale attività provvedimentale di detto organo di governo risente delle deprecabili politiche preelettorali,
preordinate a conseguire il consenso dell’elettore. In concreto , la giunta si è appropriato dei poteri consiliari avendo provveduto a destinare l’avanzo di amministrazione, pur in mancanza dell’approvazione del rendiconto 2016, a programmare i lavori pubblici ed a modificare, sostanzialmente, i piani , triennale ed annuale, delle opere pubbliche, violando, gravemente, la netta ripartizione delle competenze tra gli organi di governo, prescritta dal combinato disposto, di cui agli articoli n. 42, 186 e 187 dell’ordinamento comunale.
L’estrosa giunta comunale s’inventa, poi, il solito abusato atto d’indirizzo, con il quale impartisce disposizioni ai dirigenti a dare esecuzione all’illecito provvedimento di destinazione dell’avanzo di amministrazione.
La descritta attività viene esercitata dalla giunta con il consenso degli organi burocratici dirigenziali e di vertice, in difformità alla programmazione generale ed al piano esecutivo di gestione, atti imprescindibili per disposto legislativo, anche per misurare la performance dei dirigenti, che sono gli estensori delle proposte deliberative.

Si configura un solidale intreccio tra la sfera politica e la burocrazia, confliggente con il principio della netta separazione dei poteri, preordinati alla gestione ed al controllo.
Al comune di Terlizzi vige, altresì, la mala prassi di conferire appalti, mediante trattativa diretta, con la mera motivazione dell’urgenza e dell’importo sotto la soglia di euro 40.000, prevista da una legge regionale.

L’appalto, quindi, privo di qualsivoglia confronto concorrenziale, viene conferito ad una ditta di Corato, che avrebbe spontaneamente presentato il preventivo della spesa di euro 15.000.

L’interrogativo è consequenziale: l’impresa possiede un drone per conoscere la necessità e l’urgenza della rimozione dei rifiuti abbandonati dai cittadini nella zona interessata?

E’ verosimile che qualche informatore abbia suggerito l’esigenza dell’intervento di bonifica all’unica impresa offerente. La motivazione dell’estrema urgenza appare apodittica e destituita di un verosimile fondamento, in punto di diritto e di fatto.

L’ appalto, pertanto, ancorché di modesta entità è da ritenersi lesivo dei principi della pubblicità, della trasparenza , della concorrenza e dell’obiettiva somma urgenza, che sussiste solo in caso di imminente pericolo per la pubblica incolumità.

Gli accennati ed indefettibili presupposti non sono rinvenibili nella determinazione del competente dirigente, il quale conferisce ad nutum, a suo sbrigativo giudizio, l’appalto della rimozione di rifiuti, abbandonati dai cittadini ad un’impresa di Corato per il capotico importo di 15.000 euro, con arbitraria scelta personale e senza alcuna forma di indagine di mercato da parte del competente dirigente.

A cura del Dr. Vito Ruggieri

Vito Ruggieri

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