Per i cospiratori della congiura, “Mala tempora currunt”

La schiacciante vittoria di Michelangelo De Chirico su Tommaso Malerba è un pò come la vittoria di Davide contro Golia.

È noto a tutti che il PD terlizzese, come quello romano, è diviso in almeno quattro correnti e quella di Michelangelo ieri ha sonoramente battuto le altre tre, in un rapporto capovolto, perché le altre tre anime del PD con i loro alleati di Lista per il Sud e Italia dei Valori, si sono fermati ad appena 803 voti contro i 2550 di Michelangelo.

Ma quella di ieri è stata principalmente la sconfitta del parlamentare locale Grassi e del suo gruppo, che avevano tirato dal cilindro la candidatura di Tommaso Malerba, dopo che Michelangelo De Chirico era stato scelto dall’assemblea come candidato ufficiale del Partito Democratico terlizzese, in una classica congiura politica alla quale il gruppo di Michelangelo De Chirico ha saputo far fronte con le tante armi di cui dispone.

Insomma, da queste primarie il gruppo di Grassi ne esce fortemente delegittimato e relegato ad un ruolo molto più modesto nel PD terlizzese, nel quale Michele Grassi e “Terlizzi si fa in quattro” erano rientrati dopo l’esperienza al fianco di Gemmato.

Ma anche le altre anime del PD non hanno fatto una bella figura, perché negli 803 voti a Tommaso Malerba sembrano non esserci per intero il contributo che storicamente viene portato dal gruppo degli ex socialisti e da quello del segretario Franco Barile, per non parlare della Lista per il Sud e dell’Italia dei Valori che pare abbiano contribuito con pochi voti al sostegno dell’ingegner Malerba. La matematica non è un’opinione.

Come sempre è avvenuto negli anni, sappiano già che anche gli sconfitti canteranno vittoria e fingeranno di essere felici per la grande affluenza alle urne e la “festa di popolo” che c’è stata domenica, ma il dato concreto è che il PD da queste primarie ne esce più disorientato che mai e dovrà affrontare una competizione dura e senza esclusione di colpi, senza avere una vera coalizione, la necessaria unità interna e puntando solo sul suo cavallo di razza, che prima di entrare nel PD nel 2012, non dimentichiamolo, era in Città Civile con Pasquale Vitagliano.

 

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