Comunità Civica a Grassi: Gemmato questa volta non vincerà

A TERLIZZI CI SONO POLITICI CHE PROPRIO NON CE LA FANNO A COMPRENDERE UN ALTRO MODO DI FARE POLITICA.

Nota di stampa della Coalizione di Comunità Civica che precisa quanto segue:

Nostro malgrado siamo costretti a rispondere all’On. Grassi il quale, in una manifestazione elettorale del PD a sostegno della Candidatura alle primarie di Michelangelo De Chirico, prova a scaricare la responsabilità della mancata costituzione di una grande coalizione di tutte le forze che si oppongono all’amministrazione Gemmato, alla Comunità Civica, in particolare al suo leader Pasquale Vitagliano.
Ancora una volta l’Onorevole, probabilmente stanco per il duro lavoro di parlamentare, si lancia in analisi grossolane, piene di errori e dimenticanze, pur di attribuire ad altri responsabilità da cercare nel suo partito.
Quindi proveremo a spiegare a Lui, ancora una volta e per l’ultima volta, il perché la Comunità Civica non ha voluto partecipare alle primarie organizzate da PD.
La Comunità Civica ha ritenuto da subito che un processo di vero cambiamento a Terlizzi potesse realizzarsi solo avviando una fase nuova e partecipata di tutte le forze politiche e associative presenti a Terlizzi.
Il percorso intrapreso dalla Comunità Civica – Terlizzi, iniziato sin da novembre 2016, partiva dalla condivisione di un programma: abbiamo organizzato 6 tavoli programmatici che hanno coinvolto tantissimi cittadini e realtà.
Contestualmente abbiamo lavorato alla costruzione della Coalizione civica.
Tante forze politiche e associazioni hanno aderito sulla base di un decalogo di principi. Solo dopo aver lavorato sul programma e definito la coalizione ci siamo posti il problema del candidato sindaco.
La Comunità Civica ha ritenuto e ritiene che il candidato sindaco potesse essere individuato solo a valle di un grande processo partecipativo.
E così è stato.Tutte le forze politiche della coalizione civica hanno individuato in Pasquale Vitagliano il candidato che meglio di tutti rappresentava tutte le sensibilità politiche.
La scelta è stata naturale, libera, senza imposizioni.
Se ci fossero stati altri candidati la Comunità Civica avrebbe probabilmente praticato le primarie.Nella serenità assoluta. Quindi quando l’Onorevole parla di “autocandidature” dice una cosa falsa e disprezza e mortifica il grande processo di partecipazione che ha coinvolto migliaia di cittadini terlizzesi.
Evidentemente persistono ancora due differenti modi di pensare e praticare la politica. La comunità Civica è partita dai programmi e dalla costituzione di una coalizione di forze che si sono riconosciute su un decalogo di principi e solo successivamente ha individuato il candidato sindaco che meglio potesse rappresentare l’anima della coalizione.
Il PD terlizzese invece parte da un processo inverso. Parte dall’individuazione del candidato sindaco ritenendo tutto il resto una perdita di tempo. Il programma un dettaglio e la coalizione un sommatoria di sigle. La conseguenza è che il PD locale pare ossessionato da occupare la poltrona di Sindaco. E individua nelle primarie lo strumento piu’ utile. A nostro modo di vedere le primarie sono uno strumento e non il fine. Le primarie dovrebbero servire ad individuare il miglior candidato possibile. Cioè una persona capace, credibile e che riesca a rappresentare tutte le sensibilità politiche della coalizione che lo sostiene.
Le primarie non ci hanno mai spaventato ma abbiamo ritenuto che a Terlizzi, in questo momento storico, non fossero lo strumento adatto. A Terlizzi vorremmo ricordare all’Onorevole che le primarie le abbiamo già sperimentate nel 2012.
L’attuale sindaco Gemmato è proprio il risultato di primarie “inquinate” da pratiche trasformistiche. Gemmato vinse le primarie perchè un gruppo di esponenti del PD, dopo aver fatto cadere un’amministrazione PD, sposto’ i suoi voti proprio su Gemmato e fece eleggere un sindaco di Fratelli d’Italia.
E visto che siamo costretti ad intervenire su questo tema vorremmo altresì rappresentare che le primarie che sta organizzando il PD Terlizzese presentano già elementi di stranezza. Intanto sono state organizzate da una ridottissima coalizione. Sono presenti il PD (quel che resta del PD visto che molti esponenti sono alla finestra) il partito dell’Italia dei Valori (un partito che in questi anni è stato assente sul territorio) ed una Lista Civica che spunta come un fungo prima di ogni elezione e poi sparisce.
Come candidati poi abbiamo l’Ing. De chirico che coerentemente col suo percorso politico si è proposto come candidato alle primarie del PD e l’Ing. Malerba che pur essendo da sempre uomo del PD è stato convinto da qualcuno a presentarsi alle primarie come esponente della suddetta lista civica (in realtà non c’è e non ci sarà mai nessuna relazione politica tra essi) contro il candidato del PD appoggiato da molti esponenti del PD che non voteranno il candidato del PD.
Ci saremmo quindi aspettati più chiarezza da parte di un partito importante come il PD rispetto alle primarie cittadine di domenica prossima: l’On. per esempio, sostiene il candidato del Pd o quello delle liste per il sud (sic!) ?
A proposito di responsabilità politiche sulla mancata costituzione della grande coalizione. Le facciamo presente che al nostro percorso abbiamo da subito invitato il PD che però ha sempre declinato l’invito. Il PD quindi poteva e doveva essere attore protagonista di questo processo. La Comunità Civica non poneva vincoli. Chiedeva solo segnali di discontinuità soprattutto nei confronti di quella politica fatta di passaggi da sinistra a destra e viceversa.
Quindi il vero rifiuto e la vera ROTTURA tra la Comunità Civica ed il PD di Terlizzi sta proprio su questo punto. Altro che primarie.
La verità, quindi, è che il PD terlizzese (o quello che rimane del PD) ha sacrificato, sul’altare del protagonismo e della politica trasformistica di alcuni suoi esponenti a cui non vuole rinunciare, l’obiettivo, da tutti a parole perseguito, di una grande alleanza in alternativa all’amministrazione Gemmato.
Ci permetta poi di chiedere se lei, Onorevole, questa stessa responsabilità l’ha sentita quando ha taciuto cinque anni fa di fronte alla vittoria del Patto di Responsabilità Civica ottenuta grazie all’apporto determinante di una lista composta da esponenti del Pd e del Centro-sinistra?
Quindi respingiamo con fermezza i richiami alla responsabilità inopportunamente fatti. La responsabilità che invece sentiamo è quella non solo di battere Gemmato ma soprattutto quella di rendere Terlizzi una città migliore e più civile.
Il PD, a nostro modo di vedere, ha intrapreso una strada perdente e poco lungimirante. Fa ancora in tempo a rimediare.
Servirebbe un grande gesto di responsabilità politica che porterebbe il PD a condividere il progetto della Comunità Civica. Questo segnerebbe un bel punto a favore del PD.

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