L’ISM chiede al consiglio comunale di Terlizzi di aderire alla campagna contro le colonie illegali dello stato di Israele

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NESSUN CONSIGLIERE COMUNALE RISPONDE E NESSUNA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE.

Il 31 maggio 2016 l’ISM – International Solidarity Movement, il movimento di cui faceva parte anche Vittorio Arrigoni, ha richiesto in una nota protocollata e inviata con posta certificata a tutti i consiglieri comunali, assessori e sindaco, la discussione di un ordine del giorno nel merito del conflitto tra Israele e Palestina, chiedendo al comune di Terlizzi di aderire alla campagna di boicottaggio BDS – Boycott, Divestment e Sanctions, a cui hanno aderito molte università, comuni e cittadini liberi.

La campagna di boicottaggio in questione mira al non acquisto dei prodotti nel cui codice a barre è inserita la cifra 729, che indica un prodotto che proviene dalle colonie illegali israeliane.

Secondo Amnesty International, Israele è responsabile della violazione di 73 convenzioni internazionali, di crimini di guerra contro l’umanità e della totale violazione dei diritti umani.

In particolare lo stato di Israele ha creato una situazione di Apartheid simile a quella del Sud Africa, con un’occupazione militare dei territori che dura da oltre 68 anni.

Inoltre le ultime due operazioni militari denominate “Piombo fuso” e “Margine protettivo” hanno delineato migliaia di morti tra i civili, soprattutto donne e bambini.

A questa richiesta fatta dall’ISM, di discutere con un apposito ordine del giorno la questione, non si è mai giunti, forse per una carenza di sensibilità, o forse perché alla politica terlizzese non importa.

Ci chiediamo come si possa fare politica, dimenticando i morti ammazzati.

La nostra comunità ricorda la Shoa, ma come si può fare memoria senza esercitarla?

Come si possono ricordare i morti della seconda guerra mondiale mentre si dimenticano quelli della globalizzazione?

Alle nostre questioni per fortuna è giunta l’ultima risoluzione ONU che ha dichiarato gli insediamenti israeliani illegali.

L’ISM continua  a chiedere l’apertura di un corridoio umanitario per le popolazioni  della striscia di Gaza, l’adesione di sempre più cittadini alla campagna di boicottaggio, sanzioni per lo stato di Israele, un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e un’inchiesta internazionale che non solo riconosca la violazione dei diritti umani, ma che spieghi da dove vengono le armi e in che modo viene finanziato il conflitto.

 

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