La politica terlizzese nel gioco dei quattro cantoni, contro la cittadinanza attiva

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La Città è alla ricerca di una nuova generazione di politici, ma dalle recenti manovre si capisce che anche i giovani, continuano con il vecchio gioco dei quattro cantoni. Non è certo il modo migliore per garantire alla società una politica indirizzata al bene comune e per il paese, piuttosto, quello dei quattro cantoni è e rimane il gioco dell’opportunismo e dello scambio dei ruoli e delle poltrone.

Lo si vede questi giorni a Terlizzi, nella nostra bella Città, che si prepara alle imminenti elezioni amministrative, ingabbiata dai giochi di potere  dei soliti personaggi, per lo più senza arte o professione, senza lavoro, in cerca di fortune nel gioco dei quattro cantoni, con alchimie e alleanze spartitorie.

Nel gioco dei quattro cantoni basta un colpo d’occhio per mettere fuori gioco l’alleato del cantone vicino, e far entrare in gioco quello che era “nel mezzo”.

Così si assiste a movimenti che spostano le pedine da Area Popolare (NCD) alla lista del Sindaco uscente, gente che abbandona il proprio angolo (terlizzi si fa in quattro) per passare nell’angolo del PD, proprio, nello spirito del vecchio gioco dei Quattro Cantoni.

Ovviamente con tutte le giustificazioni del caso, menando il can per l’aia, in nome della politica e della concretezza, tutti insieme per la città, uno slogan che nell’esperienza recente si è tradotto in “tutti insieme per fregarci la città”.

Nel mezzo, troviamo i traghettatori delle anime perse, disposti ad accogliere sulla barca solo le anime che hanno un tributo da rendergli, è il tempo di fare, dicono alcuni, trascurando il grave dilemma del malaffare e del degrado morale, responsabili, del degrado socio economico in cui siamo caduti.

Resta infine una via, forse l’unica da percorrere senza rischiare il risultato di quei PATTI scellerati che hanno visto la nostra città condannata alle peggiori condizioni della sua storia, per colpa di personaggi da caffè, con gonnellino e giarrettiera per adescare giovani vogliosi ed inconsapevoli.

La via che si contrappone a questo scenario e che si propone come novità assoluta per la città è la candidatura di Pasquale Vitagliano, uno dei pochi cittadini resistenti, che non ha mai ceduto ai compromessi di potere pur avendone avuto occasione.

Con Paqsuale Vitagliano è nato un progetto politico di discontinuità,  chiamato COMUNITA’ CIVICA, un progetto fatto di tante identità politiche e professionali e di tante persone che in questi ultimi anni hanno dimostrato di essere impegnate senza alcuna condizione di appartenenza.

L’unica speranza su cui fondare la ragione di una politica pulita, resta nella capacità di quelle persone per bene, che pur trovandosi impegnate nel gioco dei quattro cantoni, possano abbandonare il gioco, per un progetto serio, viaggiando insieme a COMUNITA’ CIVICA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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