Con la proposta del un nuovo ‘piano’, c’è il rischio di condannare al degrado il centro storico di Terlizzi

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Giovedì 18 gennaio alle ore 18, nella sala consiliare della sede Municipale, verrà presentata la variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS) che negli anni a venire disciplinerà gli interventi nel nucleo antico della nostra città, sostituendo il vecchio PPCS approvato nel lontano 1992.

L’incarico di redigere la variante è stato affidato nel 2015 ad un giovane professionista terlizzese, l’architetto Vincenzo De Chirico, che si è avvalso della collaborazione di altri giovani tecnici locali per rendere attuali le norme che vincoleranno ogni attività in quello che viene considerato uno dei meglio conservati Centri Storici di Puglia.

L’amministrazione Gemmato vuole fare del nuovo PPCS un suo fiore all’occhiello, ma già imperversano le polemiche e le perplessità tra gli addetti ai lavori, che ritengono il nuovo Piano eccessivamente restrittivo, ma anche stranamente permissivo in alcuni casi ben circoscritti, come il caso eclatante di via Cesare Battisti dove il Piano prevede di far nascere un edificio di 5 piani.

Ancora prima della presentazione, hanno voluto mettere nero su bianco alcuni consiglieri comunali d’opposizione che hanno sottoscritto una nota indirizzata al sindaco e al dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale per evidenziare alcune anomalie, ma anche l’associazione dei geometri terlizzesi ha formalizzato una sua nota nella quale focalizza alcune problematiche che per i geometri potrebbero arrecare difficoltà al mondo dell’edilizia e a chi possiede un immobile nel Centro Storico cittadino.

Tutti sottolineano il fatto che la “partecipazione” e la condivisione del progetto non c’è stata e che il PPCS viene presentato a cose fatte, senza una reale discussione con le categorie professionali, che avrebbero potuto dare il loro contributo alla stesura del Piano.

Invece giovedì sera verrà fornito un piatto pronto alla città con un contorno di scelte indigeste, come quella di permettere gli interventi sulle facciate degli edifici solo se tutti i proprietari dell’isolato sono d’accordo, condannando così al degrado una grossa fetta del nucleo antico, o la scelta di non permettere più gli ampliamenti del 20%, che fino ad oggi erano possibili mediante l’approvazione dei Piani di Recupero da parte del Consiglio Comunale. Il nuovo Piano infatti prevede gli ampliamenti solo in alcuni casi già indicati nel PPCS, come nel caso di via Cesare Battisiti, impedendo qualsiasi altro aumento di volumetria, e si comprendono così le lamentele che si raccolgono tra i cittadini interessati e gli addetti ai lavori che vedranno diminuito il loro impegno professionale in centro storico.

Una novità interessante introdotta dal nuovo Piano è l’individuazione di un percorso interno al Centro Storico da riqualificare, per condurre cittadini e turisti alla scoperta di scorci e spazi urbani del passato da vivere in chiave moderna.

La variante al PPCS introduce anche un’altra grande novità, perché propone un ampliamento del perimetro del Centro Storico cittadino che dovrà essere recepito dal prossimo Piano Urbanistico Generale (PUG), mentre stranamente sembra ignorare del tutto il Borgo di Sovereto, per il quale un anno fa il Consiglio Comunale ha proposto la trasformazione in Centro Storico scatenando un contenzioso legale che ha prodotto anche l’invio di avvisi di garanzia a tutti i consiglieri comunali.

Come ben si capisce, la materia è delicata e merita grande attenzione e una buona dose di cautela, perché le necessarie e condivisibili esigenze di tutela del patrimonio storico-architettonico non confliggano con le aspettative del tessuto economico cittadino.

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