E’ iniziata la stagione dei Saldi, attenti alle trappole

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Dal 5 gennaio è iniziata la stagione dei saldi: chi non ha potuto comprare durante l’anno i propri capi di abbigliamento preferiti, approfitterà della ghiotta occasione per cercare di acquistare prodotti di qualità e ben realizzati a un prezzo più accessibile.

Non tutti sanno che dietro i saldi esiste un modo di regole ben precise che i negozianti devono sempre rispettare per non incorrere in sanzioni, ma non sono solo loro i soggetti alle regole ma anche il consumatore, che non sempre è capace di effettuare degli acquisti di qualità scegliendo tra i capi in vendita.

L’acquisto in periodi di svendite è regolamentato dal decreto legislativo n. 114/98, che ha tende a specificare cosa effettivamente si intenda con vendite straordinarie e cioè “le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti”.

In particolare le vendite straordinarie devono comprendere solo i prodotti della passata stagione, che se non venissero venduti entro un periodo limite andrebbero successivamente incontro a un notevole deprezzamento.

DECALOGO DEL BUON CONSUMATORE

Il prezzo: La prima cosa importante da verificare è che durante i saldi sia ben esposto il prezzo di vendita iniziale non scontato, la percentuale dello sconto e quindi il prezzo finale del prodotto.

Cambio della merce: la merce acquistata in svendita, se difettosa, si può sostituire. Il capo difettoso si può cambiare se viene presentato alla cassa lo scontrino o la ricevuta fiscale della vendita dello stesso. Naturalmente il prodotto deve essere nelle stesse condizioni di quando si è acquistato, altrimenti il negoziante viene gravato dei costi di riparazione dell’articolo.

Il commerciante una volta ripreso l’articolo difettoso, può decidere se ripararlo o sostituirlo, se ridurre ulteriormente il prezzo o restituire il prezzo d’acquisto in contanti all’acquirente. C’è da sottolineare però che se la richiesta di sostituzione dell’articolo comprato viene presentata per altre ragioni, diverse dal vizio e dalla mancata conformità dell’oggetto, questa diventa a discrezione del negoziante che potrà decidere di accettarla o meno. Il consumatore ha il diritto di denunciare il difetto di conformità dell’articolo che il negoziante gli ha venduto entro due mesi dalla data in cui tale difetto è stato rilevato.

Gli articoli che vengono proposti nei negozi durante l’intero periodo delle svendite devono effettivamente essere appartenuti alla collezione o alla stagione passata che sta finendo, e non devono essere dei fondi di magazzino, che invece devono essere venduti deprezzati di molto rispetto al prezzo iniziale.

Il negoziante ha l’obbligo di far provare i capi ai consumatori.

Una particolare attenzione va prestata anche alle vetrine dei negozi specialmente a quelle che vengono interamente coperte da cartelloni e pubblicità impedendo così la visione dei prodotti presenti nel negozio, in questo modo infatti viene anche impedito il confronto tra i prezzi del cartellino e l’effettivo sconto sul prodotto.

Ovviamente bisogna far caso che le pubblicità e gli eventuali manifesti presenti all’interno del punto vendita si riferiscano a sconti reali e che le informazioni che danno siano veritiere. Ciò significa che la grafica del cartellone deve tendere alla correttezza e alla trasparenza e soprattutto deve essere facilmente intuibile: se il negoziante non rispettasse questi obblighi, rischierebbe delle salate sanzioni che variano da un minimo di 516,46€ a un massimo di 3.098,74€.

Attenzione alle etichette e ai cartellini: se non sono presenti o ben visibili e chiari sull’articolo in svendita, diffidate, dopotutto servono proprio per controllare il prezzo dell’articolo e quanto sconto viene fatto rispetto al costo iniziale, per questo devono esserci. Inoltre è importante controllare il materiale di cui è fatto il prodotto, quindi la composizione e la manutenzione dell’articolo stesso per non incorrere in potenziali danneggiamenti. Nel caso di un capo d’abbigliamento, per esempio, deve essere scritta la composizione, come va lavato e la stiratura.

Per quanto riguarda il pagamento di un capo in svendita, diffidate da chi obbliga solo a pagare in contanti. Infatti, se il punto vendita in periodi non sospetti accetta il pagamento tramite carta di credito o bancomat, deve dare questa possibilità anche durante le svendite.

Avv. Dario De Noia – Codici – Delegazione di Terlizzi – Via Riccio da Parma n. 3 – Tel. 3298767146 

Avv. Dario De Noia

Avv. Dario De Noia

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