Migranti: da Terlizzi il peggiore esempio, illegalità e improvvisazione sono le regole

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Sul fenomeno migranti, anche il 2017 si apre a Terlizzi con la solita dannosa improvvisazione, con l’aggravante che l’improvvisazione non può essere utilizzata quando si parla di ordine pubblico e di gestione dei migranti.

Due anni fa i migranti vennero accolti nell’ex scuola materna De Napoli, senza alcun controllo e senza che la Prefettura fosse informata e coinvolta nelle procedure.

Il risultato fu un’accoglienza indiscriminata e non controllata dalle forze dell’ordine, con il disastro di una struttura pubblica vandalizzata e semidistrutta (nostro servizio del 13 giugno 2015) successivamente murata in attesa di finanziamenti mai arrivati per la sua ristrutturazione.

Nel 2016 si cambiò leggermente registro e l’accoglienza venne fatta nella struttura della Pacecco, che nel frattempo era diventata la sede della Polizia Municipale, che si fece carico dei controlli.

Quest’anno punto e a capo. Persa la De Napoli perché distrutta dai migranti e persa la Pacecco perché è in fase di ristrutturazione per farne il nuovo Municipio, si ritorna al vecchio metodo, infilare i migranti in una struttura pubblica fuori mano e poco sorvegliabile.

Hanno scelto di fare l’accoglienza nella parte retrostante della ex Scuola De Napoli con accesso da via Firenze, nei locali che fino a qualche mese fa erano utilizzati dalla Casa Famiglia gestita dalla cooperativa Zorba.

Noi non siamo razzisti e vogliamo che la nostra città sia aperta e solidale, ma vogliamo anche che vengano rispettate le leggi dello Stato e che i cittadini terlizzesi non ricevano un danno dall’accoglienza di extracomunitari, come è già avvenuto nel 2015 con episodi di violenza e vandalismo.

Non vogliamo essere presi in giro da chi amministra la Città.

Infatti nella determina dirigenziale pubblicata sull’Albo Pretorio Comunale  http://www.comune.terlizzi.ba.it/terlizzi/mc/mc_attachment.php?mc=21929, leggiamo che “come negli anni scorsi, in occasione della raccolta olivicola, viene utilizzata manovalanza di migranti extracomunitari che si riversano nel territorio comunale”.

Ma siamo a Gennaio e la raccolta delle olive è passata da mesi e quindi i migranti che ora verranno accolti non sono semplici raccoglitori di olive e per questo andranno predisposti adeguati controlli, come quelli che a livello nazionale si stanno predisponendo per fronteggiare anche il fenomeno del terrorismo.

Non vogliamo seminare il panico né soffiare sul fuoco del razzismo e della xenofobia, vogliamo semplicemente che le cose vengano fatte bene, senza finto buonismo o solo per  mettere una pezza allo scandalo dell’ex mobilificio Giancaspro su via Molfetta, finito in TV per le precarie condizioni di vita di chi si è dovuto rifugiare per diversi mesi al suo interno.

 

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