Scenario politico in fermento, ex SEL con Rifondazione Comunista e Azione Civile

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Anche a Terlizzi si è concluso il percorso di Sinistra Ecologia Libertà, gli attivisti però formano un cartello politico per le prossime elezioni amministrative di primavera.

“Abbiamo vissuto un’esperienza di straordinaria ricchezza, che ci ha dato molto in termini di riflessione, di legami umani e patrimonio politico. Abbiamo tutti la responsabilità di portare ciò che di migliore abbiamo vissuto in questi anni nel futuro, in un nuovo soggetto politico, dentro l’intreccio di legami sociali e politici che abbiamo il dovere di far crescere.

La straordinaria vittoria del No al referendum del 4 dicembre ha aperto ad una possibilità: quella che in questo paese si riapra il quadro politico dopo anni in cui a scrivere l’agenda sono state politiche sbagliate, scelte distanti dai cittadini più deboli, che non hanno risolto né il problema della crisi economica, né quello della vergognosa diseguaglianza che vive nel paese e nemmeno hanno messo al centro le politiche ambientali, l’innovazione e la ricerca, la conversione della nostra economia verso sistemi più solidali e intelligenti, il rilancio dei diritti di cittadinanza.

Ora dobbiamo cogliere l’occasione di un cambio di scenario. E’ il momento delle scelte, delle scelte coraggiose.

Terlizzi non è slegata da questa analisi e il panorama politico non promette niente di meglio, riflessione questa che stiamo condividendo con Azione Civile e Rifondazione Comunista.

Rivolgendo infatti lo sguardo alle prossime elezioni amministrative, il quadro sembra così composto: il centro destra dovrebbe riconfermare Gemmato e quindi riproporre non solo il torpore mentale ma anche l’arroganza e l’ignoranza politica di una classe dirigente che fino ad ora ha dato ampia prova delle proprie potenzialità.

Poi abbiamo un PD di renziana e rampante levatura, che prova ma non riesce ad elevarsi dalla corte di Emiliano e contemporaneamente torna a cedere alle lusinghe del solito “minestrone con i grassi aggiunti”, onestamente pesante da digerire.

Vitagliano poi che fa? Ci riprova con i soliti volti dei reduci delle ultime due o tre elezioni amministrative. Pur di vincere raduna tutti in una comunità civica che sembra più l’arca di Noè visto che mette insieme tutto e tutti: fratelli, sorelle, compagni, amici, soci e associati, accoliti e aderenti.

Noi non siamo convinti che questa sia la strada giusta e se la perseguirete noi non saremo i vostri compagni di viaggio.

Non siamo per la rottamazione della classe politica ad ogni costo. Ma se cambiamento deve esserci bisogna definitivamente spezzare le catene che legano questo paese alle famiglie, ai potentati, alle lobbies, ai pacchetti di voti.

È il tempo del coraggio. Così non si rovescia il tavolo della cattiva politica, così lo si apparecchia nuovamente per offrire il paese in sacrificio ai leoni di sempre.”

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