“Comunità Civica” presenta la CARTA su cui fonda le ragioni di un progetto per la Città

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Comunità Civica è la rete di Associazioni, Movimenti, Partiti e Cittadini che insieme praticano la partecipazione per un fine comune: cambiare in meglio la vita socio-politica della propria Città.

Il primo incontro pubblico del 6 Novembre ha prodotto una carta d’intenti, o meglio un elenco di priorità su cui è necessario intervenire.

Il documento, che non rappresenta un programma elettorale, è una base solida da cui partire.

Il progetto non nasce come una coalizione elettorale, ma come una chance per la collettività di incontrarsi, dialogare e discutere, fare sintesi e costruire un’alternativa.

Dal 6 Dicembre è partita una serie di tavoli tematici dedicati ai vari ambiti della cosa pubblica, dall’agricoltura alla cultura, passando per l’ambiente e le opere pubbliche, la macchina amministrativa e lo sviluppo territoriale.

La carta d’intenti, aperta alla condivisione di quanti lo vorranno, è stata sottoscritta da alcune realtà associative come, “Alternativa Democratica”, “Città Civile”, “Impegno Civico”, “La Corrente”, “Terlizzi Cantiere dal Basso”, “Udc Terlizzi” e “Agricoltura e Floricoltura”.

CARTA CIVICA – “Un paese vuol dire…”

  1. Il governo della città è una funzione sociale di inclusione e di relazione. Non è uno strumento di potere.
  2. Il governo della città investe sui “giacimenti locali” pone come prioritario il rapporto organico con il privato sociale. “Non per noi, non per i nostri interessi, per le generazioni future”.
  3. Non esiste crescita senza sviluppo. E lo sviluppo è locale. Innovazione (microcredito, autoproduzioni, boc, nuovi strumenti di integrazione sociale, task-force di sostegno alla politica, baratto sociale), recupero del patrimonio territoriale, cultura come “visione”, investimento nella vocazione agricola del territorio costituiscono leve strategiche di trasformazione sociale. Il protagonismo sociale deve sostituire il protagonismo personale e dei gruppi di interesse. Ad esempio, non ci può essere sviluppo dell’agricoltura che non abbia quale proprio focus d’azione la concertazione con gli operatori.
  4. Gli stati di bisogno non sono più concepiti come limite ma come risorsa. Le relazioni tra istituzioni e terzo settore devono diventare organici e performativi. La relazione è una connotazione distintiva dell’azione quotidiana di governo.
  5. Realizzazione del PUG. Tutela delle vocazioni originarie del territorio. Recupero e risparmio del suolo. Non accettiamo il collegamento tra la tutela del territorio e la conservazione economica. Al contrario riteniamo che le politiche del territorio disegnino il destino di una comunità. E questa sfida sia volano di innovazione e di sviluppo sostenibile. In materia di servizi ambientali riteniamo prioritario adeguare il servizio ai cittadini e non ai gestori.
  6. La cultura è leva strategica di cambiamento. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare le politiche “dei proclami e del folklore”. Da prodotto dobbiamo passare al processo.
  7. Centrale e prioritaria è la riorganizzazione della macchina amministrativa fondata sulla formazione, la valorizzazione e la responsabilità. Riteniamo strategico il superamento della struttura (non della funzione) dirigenziale. Dare di più per ricevere di più, questa la cornice dentro la quale implementare un rinnovato rapporto con la burocrazia comunale. Gli uffici comunali devono essere davvero la “carta d’identità” della città.
  8. Riteniamo la politica un “bene comune”. Questo valore si difende facendo della partecipazione e della trasparenza la stella polare di ogni azione amministrativa.
  9. Deve essere evitata ogni potenziale fonte di conflitto di interesse in ogni fase e ad ogni livello della decisione politica. Consideriamo la Carta Etica di Avviso Pubblico parte integrante di questa carta locale.
  10. C’è un gruppo di politici locali che salta da un carro all’altro ad ogni tornata elettorale. Crea grandi coalizioni, concorda posizioni di potere, condiziona l’azione di governo, provoca crisi amministrative, fa cadere le amministrazioni e comincia un altro giro. Crediamo che questo gioco vada interrotto per il bene della collettività.

Comunità Civica

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