Con il freddo arriva la psicosi del fastidioso rischio raffreddore, ma attenzione

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Il comune raffreddore è una delle malattie più fastidiose e frequenti, con elevati costi sociali in termini di spesa farmaceutica e di giorni lavorativi persi. Se la causa è un mito e la terapia inesistente, la prevenzione precoce è efficace.

Iniziamo a descrivere il raffreddore. Il germe responsabile di questa malattia è un rinovirus e si trasmette mediante contagio inter-umano (da persona a persona), principalmente attraverso il contatto con le mani.

E’, quindi, una buona precauzione quella di lavarsi spesso e bene le mani, e se possibile con acqua calda. Ma non lavatele con i saponi disinfettanti. Questi saponi, infatti, contengono sostanze battericide che aumentano la selezione di ceppi resistenti agli antibiotici (i cosiddetti super-batteri). E a proposito di antibiotico-resistenza, un terzo circa dei pazienti con il raffreddore riceve la prescrizione di antibiotici, così da alimentare un circolo vizioso dal quale è necessario uscire perchè tra non molto non saranno più efficaci a causa dei cosiddetti super-batteri.

Ma che cosa fare se ci becchiamo un raffreddore? Vediamo cosa dice la letteratura scientifica sull’argomento ad iniziare dai costi sociali.

Gli adulti prendono il raffreddore da 2 a 4 volte all’anno, i bambini da 6 a 10 volte. Il raffreddore è, quindi, una delle malattie più diffuse e ha dei costi che raggiungono cifre spropositate per una condizione che generalmente non ha serie conseguenze per la salute. Nei soli Stati Uniti, tra spray nasali e farmaci sintomatici (antistaminici, paracetamolo, acetilcisteina, aspirina, ecc.), si spendono ogni anno circa 400 milioni di dollari, vale a dire 361 milioni di euro, pari a quanto ha stanziato il governo italiano per la riforma pensioni 2017 che dovrebbe consentire l’accesso alla pensione a circa 20 mila lavoratori precoci.

Eppure, una recente revisione sistematica della letteratura scientifica ha evidenziato come la somministrazione di una compressa di almeno 75 mg di zinco nella prima giornata di comparsa del raffreddore ne riduce significativamente i sintomi e la durata. Quindi, appena si avverte un fastidioso vellichio alla gola, una leggera spossatezza e affaticamento, è meglio non aspettare: basterà assumere subito una compressa con almeno 75 mg di zinco, ed il gioco è fatto.

Lo zinco impedisce la replicazione del rinovirus. Ma non saltate alla conclusione di ingurgitare compresse di zinco per evitare il raffreddore. Purtroppo, non è efficace. Sbagliate di grosso, infatti, se pensate di prevenire il raffreddore prendendo una compressa di zinco ogni giorno, come vogliono far credere alcuni spot pubblicitari di integratori.

Lasciate perdere, sono soldi sprecati. Ripetiamo, la compressa di zinco (> 75 mg nella prima giornata) funziona solo se assunta appena si avvertono i primi sintomi del raffreddore.

Riassumendo:

–  se per ragioni di lavoro o altro, frequentate ambienti affollati, o avete contatto con  molte persone, lavatevi le mani abbastanza spesso;

–  quando vi lavate le mani, fatelo con saponi senza disinfettanti o anti-batterici;

–  appena avvertite i primi sintomi del raffreddore, prendete subito una compressa con almeno 75 mg di zinco;

–  non prendete integratori di zinco tutti i giorni, non servono per prevenire il raffreddore.

Una “botta” di zinco e “stendi” il raffreddore.

Una sola compressa di zinco, con un dosaggio di almeno 75 mg, assunta entro il primo giorno di raffreddore è efficace nel ridurre significativamente la durata ed i sintomi.

A cura del Prof. Michele Panunzio

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