Consiglio Comunale, cade la maggioranza sulla discussione della sentenza della Corte dei Conti

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Alle ore 22,03 di martedì 15 novembre, cade la maggioranza Gemmato mentre si avviava la discussione relativa al punto che doveva trattare la pesante sentenza che la Corte dei Conti ha assunto con deliberazione 156 del 2016 con la quale ha contestato al Comune di Terlizzi le seguenti gravi inadempienze:

  • ritardo nell’approvazione dei rendiconti in violazione del termine di legge;
  • superamento dei parametri di deficit strutturale;
  • squilibri di competenza;
  • scarsa lotta all’evasione tributaria;
  • residui eccessivi;
  • eccessivi debiti fuori di bilancio;
  • partecipazioni societarie con risultati negativi.
    In particolare, viene contestata la difficoltà “ad onorare i debiti di natura corrente” e la “scarsa efficienza del servizio di riscossione delle entrate tributarie ed extra-tributarie in conto esercizio”.

Scena muta della maggioranza, sulla discussione relativa al punto in oggetto alla delibera di partecipazione del Comune di Terlizzi alla costituenda società GAL Gruppo di Azione Locale, che dagli interventi delle opposizioni, che hanno votato contro, è emerso la colpevole tardiva procedura del passaggio in consiglio comunale con documentazione “falsata” e “fatta con i piedi”.

Gli altri comuni invece hanno adottato il provvedimento in tempo utile e cioè entro settembre, e non dopo che il costituendo GAL ha presentato il piano di sviluppo degli investimenti sui quali il consiglio non ha potuto offrire alcun contributo nell’interesse della città. Una situazione che mette in pericolo i finanziamenti comunitari per la programmazione 2014/2020 a danno della comunità locale.

Assente eccellente l’assessore all’agricoltura che ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza del ruolo e delle competenze necessarie, una grave mancanza di rispetto per la categoria e del settore.

Il segretario comunale, preso atto della mancanza del numero legale ha dovuto sciogliere la seduta.

Una città allo sbando, una grave disinvoltura degli amministratori che dimostrano scarso interesse per il bene comune e per i cittadini.

 

 

 

 

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