Referendum Costituzionale, tra il Si e il NO prevale la ragione civile

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Non tutti i cittadini sono allenati a riflettere politicamente, se non i soli addetti alla militanza, che spesso si muovono per ordini superiori e creano consenso elettorale. Questa è la ragione per cui in Italia la partecipazione nelle consultazioni elettorali è scesa ai livelli minimi, fino a raggiungere un’astensione di oltre il 60% nelle ultime competizioni.

Una grande responsabilità dei politici, che hanno deluso i cittadini, i quali ormai non trovano più alcuna valida ragione per partecipare al voto.

I politici, almeno quelli seri, dovrebbero valutare la portata del problema anche dal punto di vista sociologico, cioè mettersi dalla parte delle persone, che 24 ore al giorno sono impegnate a trovare soluzioni ai loro infiniti problemi, e non riescono a trovare il tempo per approfondire e lambiccarsi il cervello sulle questioni tecnico giuridiche e costituzionali oltre che politiche, ormai incomprensibili persino agli stessi politici.

Molti cittadini, infatti, preferiscono osservare a distanza le diatribe e sentenziare con una semplice battuta “se non si capiscono tra loro vuol dire che c’è aria di fregatura”, quindi, la soluzione più logica diventa quella dell’astensione.

E veniamo al caso del Partito Democratico, nonostante sia un partito che vanta processi di democrazia plurale, al suo interno si vive una situazione da guerriglia e di scontri per nulla politici, che chiariscono in maniera inequivocabile, l’esistenza di processi di lacerazione di una democrazia, ormai pilotata dall’alto di un potere istituzionale che gestisce il più importante ruolo di governo della nazione.

Pertanto se il SI è di parte ai poteri forti, i portatori del NO di conseguenza rappresentano oltre che un pensiero giuridico costituzionale, anche un sentimento di democrazia, tendente a voler evitare di far assumere decisioni importanti a pochi potentati.

Alla consultazione referendaria del 4 dicembre, non c’è un quorum da raggiungere, pertanto, con qualsiasi percentuale di partecipazione vince chi prende un voto in più.

Se la matematica non è un’opinione, tolto il 60% di astensione, di quel 40% che rimane, basta un 20% di SI, che decide per tutti,  si comprende facilmente come un manipolo di militanti, vogliano sovvertire l’articolo 1 della costituzione che recita “…La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Pertanto è importante che il 4 dicembre si vada a votare e si voti NO.

Per il bene della democrazia e delle libertà. 

Intanto evidenziamo le Ragioni del NO di alcuni nomi illustri del PD come Raniero La Valle

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