Lite in tribunale tra Bitonto e Terlizzi per debiti e crediti della gestione Rifiuti

decreto-ingiuntivo

Anamnesi di altra causa persa?

Il tribunale di Trani ha validato uno stupefacente decreto ingiuntivo, con il quale la società mista pubblico privato, denominata Azienda servizi vari, partecipata dal comune di Bitonto, dall’impresa Matarrese e dalla Manutencoop, in acronimo ASV, gestrice della raccolta e trasporto dei rifiuti nel periodo 2013/2015, rivendica mancati pagamenti per € 631.008,67 dal comune di Terlizzi.

Sembra verosimile che un’altra batosta giudiziaria ed economica potrebbe colpire i cittadini, per effetto di inefficienze amministrative e gestionali degli organi comunali. La mia anamnesi trova riferimento nelle notizie occasionali, non essendo agevole l’accesso alla cognizione degli atti amministrativi, contabili e contrattuali,dai quali discende l’abnorme esposizione debitoria del comune di Terlizzi, pretesa dall’A.S.V. con sede a Bitonto.

Mi scusi il lettore per la licenza narrativa. Mi sembra di rivivere la storica contesa tra i due buoi e speriamo che la storia si ripeta.

Purtroppo,la controversia trae origine da una censurabile prassi,che vede protagonista il Sindaco, probabilmente, supportato, come di solito, da sedicenti consulenti e dai consenzienti dirigenti di turno.

Per onestà intellettuale, non avverto difficoltà ad ammettere che la deprecabile prassi sia stata adottata in altri enti locali, pur con specifiche distinzioni. In concreto,e’ invalsa l’abitudine,ab illo tempore, nel comune di Terlizzi di adottare, periodicamente, ordinanze sindacali,cosiddette, contingibili ed urgenti, con le quali il Sindaco impartisce dettagliate disposizioni al dirigente pro-tempore, protese a conferire la gestione dei rifiuti a società partecipate a trattativa diretta e senza alcun confronto concorrenziale.

E’,altresì,abusato il disinvolto ed arbitrario sistema delle proroghe ad nutum. L’affidamento degli appalti, intuitu societatis, e’ avvenuto, prima con A.S.V.di Bitonto, per circa tre anni,mediante adozione di circa 14 ordinanze sindacali.

Allo stato, l’appalto viene conferito alla società ASIPU di Corato con lo stesso irritante sistema anticoncorrenziale. Non mi risulta che il supremo organo di governo locale sia stato coinvolto nella sua prodromica attività programmatica, in quanto titolare del potere esclusivo, in materia di servizi pubblici.

Non avverto ritrosia a manifestare il mio profondo sgomento all’apprensione della cennata atipica forma d’appalto. Mi stupisce che l’anomalia non abbia formato oggetto di rilievi da parte degli organismi interni di controllo e delle autorità di vigilanza e giurisdizionali .

Mi stupisce che i gravi vizi formali e sostanziali delle improprie ordinanze sindacali contingibili ed urgenti non siano percepiti dagli organi burocratici, che concorrono alla loro formazione, ove si considerasse il senso lessicale dei due termini.

Infatti, la loro etimologia della lingua italiana configura eventi imprevedibili ed eccezionali,indipendenti dalle azioni umane,omissive e commissive, che impongono interventi immediati ed indifferibili, in deroga alle ordinarie procedure  ed a tutela della pubblica incolumità. Ad esempio, un’epidemia, il crollo di un immobile, un disastro ambientale. La ripetitività delle pseudo  ordinanze sindacali contingibili ed urgenti pregiudica la legittimità del sistema di aggiudicazione, extra ordinem, degli appalti per la gestione dei rifiuti, essendo ammissibili,in via esclusiva, in caso di eventi imprevedibili,indifferibili ed , ordinariamente, irrimediabili.

Non rilevano eventuali pronunce del giudice amministrativo differenti alla tesi esposta, in quanto prive di pregio per contrasto con l’ordinamento giuridico italiano e soprattutto europeo per le sottoposte ragioni. L’intervento autoritativo del Sindaco nel conferimento degli appalti in parola confligge con i principi della concorrenza,della trasparenza, della legalità, del buon andamento dell’azione amministrativa e della separazione dei poteri tra gli organi di governo locali e la burocrazia direzionale.

L’affidamento diretto, intuitu  societatis, pur partecipate dal pubblico, lede,di fatto, il principio della concorrenza, mancando la comparazione tra più offerenti. Ne consegue la lesione della trasparenza, atteso che, è di tutta evidenza, la contrattazione avvenga, ufficiosamente, mediante rapporti riservati,che sfuggono a qualsiasi evidenza, alla pubblicità ed ai controlli interorganici, interni ed esterni.

La legalità ed il buon andamento degradano,automaticamente, in virtù di un sistema, elusivo del codice degli appalti,in quanto il rapporto sinallagmatico si forma senza le debite formalità. Le prescrizioni, poi, imposte all’azienda, e quindi al dirigente dal sindaco implicano inammissibile ingerenza nella funzione gestionale,atteso che l’organo di governo preordina, ad libitum,azioni esclusive dell’organo di gestione. Peraltro, l’intervento imperativo del  Sindaco  viene eseguito, ex abrupto, al di sopra del potere del consiglio, al quale vengono sottratte le prerogative, inerenti alle funzioni di indirizzo e controllo ,non delegabili ed irrinunciabili.
In aggiunta all’abnorme miscellanea di vizi amministrativi, non è da escludere il rischio del falso ideologico, trattandosi di improprio atto contingibile ed urgente, abusato per eludere le procedure ad evidenza pubblica, disposte dal codice degli appalti.

La lesione delle regole e delle procedure ha prodotto uno sregolato rapporto contrattuale, tant’è  vero che l’ASV ha convenuto in giudizio il comune di Terlizzi per vedersi riconosciuta la suindicata pretesa economica.  Il sindaco, inauditi altri organi, decide di resistere in giudizio, avvalendosi di una relazione congiunta dei tre dirigenti, che si sono succeduti nella direzione del servizio.

La terna dirigenziale rilascia una semplicistica relazione, che, testualmente, trascrivo, volendo affidarne il giudizio al lettore > “L’iniziativa giudiziaria desta non poca meraviglia, in quanto sono , tuttora, in corso valutazioni, in merito a partite creditorie del comune di Terlizzi, ragion per cui si ipotizzava   di addivenire ad una complessiva composizione delle reciproche posizioni……….. Il comune risulta creditore della commercializzazione dei rifiuti da imballaggi,incassati dal medesimo nell’intero periodo di espletamento del servizio, che possono essere stimati in euro 100.000/00 circa. Pertanto, si proceda alla nomina di un legale di fiducia dell’amministrazione per la costituzione in giudizio”.

Ravviso che anche l’inesperto cittadino possa comprendere l’inadeguatezza e la debolezza della posizione del comune, destinato a soccombere con l’aggravamento della sua esposizione debitoria. Il procedimento, poi, non appare ineccepibile, mancando una manifestazione di volontà della giunta e la previsione della nomina del legale da parte del competente dirigente in carica.

Si profila l’ennesima causa persa ed il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio meglio fuori legge da parte del consiglio comunale con aggravio del danno a discapito dei cittadini.

A cura del Dr. Vito Ruggieri – Già Segretario Generale del Comune di Andria

Dr. Vito Ruggieri

Dr. Vito Ruggieri

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