Agricoltura a secco, Agricoltori abbandonati dall’amministrazione comunale

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La mancanza di fonti pubbliche di approvvigionamento, come cisterne o pozzi artesiani, nel territorio di Terlizzi, rischia di mettere in ginocchio una parte importante dell’agricoltura locale che non ha soluzioni alternative. Alcuni anni fa le amministrazioni comunali provvedevano a rendere disponibile l’acqua attraverso soluzioni tampone, per venire incontro ai bisogni di tanti produttori.

OGGI NULLA, la voce agricoltura a Terlizzi serve solo a pagare lo stipendio di un assessore del tutto assente nelle problematiche del settore, se non nei comunicati stampa e nelle improduttive lettere formali.

Così, con una lettera indirizzata al Sindaco, al Prefetto e ai comandi di Polizia Municipale, Carabinieri e Guardie Campestri,  la Cooperativa irrigua Cooperagri mette in evidenza il grave pericolo di far perdere la produzione in atto, che moltissimi agricoltori rischiano durante la calda stagione estiva nelle aride campagne di Terlizzi.

Di seguito pubblichiamo il corpo della lettera firmata dal Presidente della Cooperagri Giuseppe Volpe:

“Rivolgiamo la presente, nostro malgrado, a nome della cooperativa Cooperagri di Terlizzi, a causa dei numerosi episodi di sottrazione di acqua dalle nostre 10 cisterne a cielo aperto da parte di ignoti produttori agricoli, bisognosi di approvvigionarsi di acqua per uso irriguo o per trattamenti fitosanitari.

Il problema, purtroppo, si verifica a danno della nostra cooperativa, a causa del fatto che il Comune di Terlizzi, non rende disponibile la risorsa acqua da fonti pubbliche, cisterne o pozzi artesiani, come avveniva  in passato, per servire i produttori che ne hanno estremo bisogno per le necessità legate alla coltivazione delle proprie colture in atto, in periodi di estrema necessità come nella stagione estiva.

Comprendiamo il disagio dei produttori che non essendo associati o serviti dalla rete irrigua della cooperativa, non possono ottenere il servizio che la stessa eroga già a circa seicento produttori associati, che contribuiscono al mantenimento della gestione con risorse economiche proprie, regolamentata da un sistema comunitario destinato solo ai soci.

Esortiamo pertanto le Autorità a cui rivolgiamo la presente segnalazione, affinchè si assumano provvedimenti con la necessaria urgenza, per la individuazione di una soluzione, consapevoli della allarmante situazione che avvertiamo con grande senso di comprensione verso i bisogni dei produttori non associati a cui non possiamo erogare il servizio per finalità pubbliche.

Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti, rendendo sin da ora la nostra disponibilità a collaborare per una eventuale soluzione.”

 

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