EMERGENZA RIFIUTI, COMMERCIANTI IN RIVOLTA

andria terlizzi

La raccolta differenziata di Terlizzi è partita dall’esempio di Andria, ricorderete gli incontri dell’amministrazione comunale di Terlizzi nella biblioteca comunale, dove il capogruppo di Forza Italia faceva bella coppia con il sindaco di Andria da una parte e il sindaco di Terlizzi dall’altra?

Solo buoni propositi, oggi smentiti dalla cattiva gestione, causa della protesta dei commercianti andriesi che rappresentano in maniera parallela anche la realtà terlizzese.

Riportiamo di seguito il comunicato dell’associazione di categoria UNIMPRESA  sul caso.

“E’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella dell’emergenza rifiuti organici di queste ore. Ormai i bidoni della spazzatura sono stracolmi, la putrefazione ha raggiunto il limite e le quantità di materiale organico non raccolto è diventata insostenibile. Davanti a fruttivendoli, bar, pizzerie, esercizi alimentari e similari la situazione, ad Andria, è drammatica e siamo in piena emergenza sanitaria.

Durante l’incontro di ieri pomeriggio tra gli esercenti e i rappresentanti di UNIMPRESA BAT, l’Associazione di Categoria che anche in questa circostanza si è mobilitata chiamata ad intervenire, si è fatto il punto della situazione.

Una situazione di assoluta emergenza derivante da una condizione che ormai va avanti da molti anni. I cassonetti non vengono lavati da parte del servizio pubblico da moltissimi mesi se non da anni; la raccolta dei rifiuti, soprattutto della frazione umida, non è mai avvenuta con regolarità e sempre più spesso la domenica mattina quella tipologia di rifiuto, prodotto in quantità importanti durante il sabato, resta non raccolta con la conseguenza che davanti alle pizzerie, ristoranti ed altri esercizi pubblici il fetore ed il cattivo odore sono insopportabili e la scena che si presenta ai cittadini è disgustosa. Anche le vendite ne risentono negativamente posto che gli avventori non si avvicinano ai locali proprio a causa dei cattivi odori provenienti dai rifiuti non raccolti.

Tutto questo in un contesto che vede gli stessi esercenti tartassati con richieste di pagamento per la Tassa Rifiuti di migliaia di euro per locali di sole alcune decine di metri quadrati quindi modesti.

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La misura è stracolma ed è per questo che gli esercenti hanno già manifestato la loro volontà. anche mediante la sottoscrizione di un documento, di avviare tutte le forme civili, civiche e democratiche quindi pacifiche di protesta per una situazione che ha visto negli anni il totale disinteresse delle istituzioni che non hanno mai recepito la problematica e mai si sono degnate di intervenire, a nessun livello.

Si va quindi verso un nuovo incontro e la programmazione di quella che è già stata definita “LA SFILATA DEI BIDONI”, per manifestare tutto il disagio di vivere in un contesto di assoluta anarchia istituzionale dove il valore dell’impresa, dell’imprenditore, della persona e del cittadino viene costantemente calpestato.”

unimpresa

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