Diritto allo studio, società e trasformazioni sociali

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Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU.

È il principale mezzo di diffusione della cultura. È anche il principale mezzo per la realizzazione personale.

I giovani di oggi, tra aspettative e incertezze nel mondo del lavoro, hanno ancora forti ambizioni personali di auto realizzazione, ma uniscono alla dimensione individuale dello sviluppo personale e professionale anche la riscoperta di un universo valoriale significativo.

La scuola svolge un ruolo importante nell’educare gli atteggiamenti delle giovani generazioni verso la necessaria evoluzione dei nostri stili di vita. La scuola ha anche un ruolo sociale e culturale fondamentale per una conoscenza critica della società. Formare soggetti capaci di mobilitare energie con lo scopo di soddisfare i bisogni essenziali di una società solidale con se stessa e con le altre.

I giovani di oggi sono più che mai spiazzanti e apolitici in senso positivo.

I ragazzi delle scuole e delle università danno sempre il loro personale contributo per realizzare un mondo migliore. Ma le capacità innovative delle nuove generazioni sono spesso ostacolate da ragioni socio-economiche.

Bisogna riorganizzare la vita economica, sociale, politica e privata in Europa. In modo da contribuire a politiche pubbliche volte a raccogliere la sfida della transizione verso un modello economico, politico e sociale più sostenibile, con valori culturali per contribuire al raggiungimento di una società inclusiva e allo stesso tempo rispondere alle esigenze e alle aspettative dei giovani.

Per uscire dalla presente crisi mondiale – che è crisi di valori, non solo finanziaria – va cambiato il sistema economico internazionale, che inasprisce le disuguaglianze sociali, crea lavoro precario, in nero e i lavoratori sono sempre sotto ricatto perenne. 

Purtroppo, nel mondo, il diritto allo studio è violato in molti paesi.

Basti pensare che l’analfabetismo nel mondo oggi è del 35%. Il 75% si trova in Africa e Asia. Molti di questi paesi vivono in situazioni di povertà e di continua emergenza o colpiti da conflitti: la maggior parte delle famiglie non può permettersi di acquistare libri di testo, materiale didattico o pagare la tassa d’iscrizione scolastica.

Sono molti i paesi dove i bambini sono costretti a lavorare o arruolati come soldati.

Per le bambine e le ragazze si aggiunge un ulteriore problema: le gravidanze precoci e le pesanti incombenze domestiche.

Anche in Italia il fenomeno della violazione del diritto allo studio necessita di interventi da parte delle autorità preposte. Se è vero che la popolazione italiana, come quelle dei paesi sviluppati, raggiunge un’alta percentuale di persone alfabetizzate, non bisogna però dimenticare che nel paese la presenza sempre più numerosa di etnie e culture diverse pone problemi da non sottovalutare.

Il problema naturalmente non riguarda solo gli alunni stranieri, ma ad esempio tutti i ragazzi italiani in condizioni socio-economiche svantaggiate.

Affrontare il problema del disagio scolastico e garantire il diritto allo studio è oggi l’unico modo possibile di investire per il futuro di un’intera società.

Il diritto all’educazione di qualità deve essere universalmente garantito.

Contro la fame, la miseria e le ingiustizie sociali nel mondo, dobbiamo riappropriarci della capacità di pensare.

Affrontare con consapevolezza i problemi di tutti coloro che non possono far sentire la propria voce e che combattono per i propri diritti.

Verso un nuovo modello di società.

È oramai evidente che c’è bisogno di cambiare il sistema, di modificare le regole. Bisogna cambiare il mondo. Di fronte a tante ingiustizie, a tante assurdità e a tanti pericoli è urgente cambiare il modo di vivere.

La cultura è forse altro dall’economia? Reinventare l’economia, andare al di là del sistema del capitale, rendere l’economia sostanziale al sociale e alla natura. Tutto ciò non è utopia di un progetto predeterminato, ma necessità storica oggettiva. Le famiglie povere saranno sempre in aumento se non si interviene per reali cambiamenti economici e quindi modi di vita, ci saranno guerre e distruzioni anche nei paesi cosiddetti ricchi, con un ritorno alle cose peggiori della nostra storia. Non è quindi un’utopia ma una obiettiva necessità mondiale.

La presente riflessione mira a dare un contributo in questa direzione, con l’auspicio che le nuove generazioni possano concretizzare queste considerazioni e contribuire a dare impulso al processo con la loro testimonianza di vita e professionale. Questo è ciò che ci chiede oggi anche la Dottrina Sociale della Chiesa. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte.

Dedico questa mia breve riflessione alle mie figlie, Annamaria che ha affrontato gli esami di Terza Media 2016 ottenendo il voto finale di “dieci e lode”, Lucrezia che ha conseguito la laurea in Scienze Religiose con il voto finale di “centodieci e lode”.

Con grande impegno e determinazione hanno superato gli esami con il massimo dei voti e lode.

Complimenti per l’ottimo risultato ottenuto!

Avete regalato una grande soddisfazione alla vostra mamma e al vostro papà che sono fieri e orgogliosi di voi, e a tutti i familiari e amici. Un ringraziamento particolare agli insegnanti di Annamaria e ai docenti universitari di Lucrezia.

Angelo De Finis

Angelo De Finis

 

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