Onlus Maria Ruggieri: angiosarcoma, pubblicati a livello internazionale i risultati della ricerca

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Maria Ruggieri

Con viva gratificazione, l’associazione ONLUS Maria Ruggieri, avente lo scopo sociale di promuovere la ricerca e la cura dell’angiosarcoma e dei tumori rari, si pregia di diffondere la notizia che lo studio clinico, dalla stessa sostenuto, sull’efficacia dell’elettrochemioterapia nel trattamento dell’angiosarcoma è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Surgical Oncology.

Frutto della collaborazione con l’Istituto Tumori di Bari, lo studio ha descritto i risultati conseguiti con applicazione di questa innovativa tecnica in un gruppo di 19 pazienti con lesioni superficiali da angiosarcoma.

Il trattamento, che prevede la prevede l’erogazione di stimoli elettrici direttamente sulla lesione tumorale in grado di permeabilizzare le cellule tumori e facilitare l’accumulo selettivo di un chemioterapico somministrato contemporaneamente, è risultato particolarmente efficace per la cura di questa neoplasia rara che spesso insorge sulla cute del volto o in regioni corporee sottoposte a radioterapia come ad esempio su mammelle precedentemente così trattate per un carcinoma mammario.

Primo autore dell’articolo il Dott. Michele Guida, responsabile del centro di ricerca sui tumori rari dedicato alla memoria di Maria Ruggieri dell’Istituto Tumori di Bari, che insieme al Dott. Sabino Strippoli hanno raccolto la casistica dei pochi centri italiani che utilizzano l’elettrochemioterapia dimostrando come l’utilizzo di tale trattamento oltre a consentire una risposta locale nel 63% dei casi è in grado di migliorare il dolore lamentato dai pazienti, la sopravvivenza libera da progressione di malattia e la sopravvivenza globale rispetto ai trattamenti chemioterapici tradizionali.

Il Dott. Vito Michele Ruggieri e Dott.ssa Mariella Girone rispettivamente presidente e sostenitrice dell’associazione, con lo stesso spirito di resilienza che anima l’intera comunità di pazienti affetti da tumore raro e i loro familiari, nel rendere pubblico tale importante risultato clinico esprimono l’auspicio che esso possa migliorare il trattamento di queste neoplasie e che possa suggellare l’impegno assunto dalle istituzioni pubbliche e sanitarie regionali nel recente convegno dibattito “Prospettive di ricerca e cura dei tumori rari in Puglia” a organizzare nella nostra regione e all’interno dell’Istituto Tumori di Bari un centro di riferimento e di coordinamento per una rete regionale di assistenza e ricerca sui tumori rari.

Un risultato questo che comprova l’esistenza di eccellenze nella cura e nella ricerca sui tumori rari nel nostro territorio, l’inutilità dei viaggi della speranza ai quali spesso questi pazienti e i loro familiari si sottopongono e l’importanza del ruolo delle associazioni dei pazienti nello stimolare la ricerca in un ambito della patologia oncologica trascurata dall’industria farmaceutica.

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