“A convegno con il morto” sul caso “Laterificio Pugliese di Terlizzi”

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Il convegno è quello di Legambiente sulla sentenza del Tribunale di Trani per il morto, il Laterificio Pugliese.

La condanna, anche se solo di primo grado, è sicuramente una tappa importante per fare luce sull’inquinamento da polveri sottili.

Si tratta anche di un’importante vittoria per il circolo terlizzese che si era costituito parte civile nel processo. E’ bene però ricordare che il Laterificio aveva chiuso i battenti prima del processo e non certo a causa dell’inquinamento.Ma a causa della crisi che allora mandò in casa circa 100 famiglie terlizzesi.

Attendiamo le motivazioni della sentenza per esprimere un giudizio più consapevole sulla sentenza.

Sul convegno invece, malgrado Legambiente, qualche perplessità dobbiamo manifestarla. Inaccettabili le lezioni ambientali di Gemmato e miope la ricostruzione esclusivamente retrospettiva.

E’ passata l’idea che Scianatico è stato sconfitto ed è scappato via, come un nemico esterno. Impostazione infantile.

La proprietà esiste. Come esiste ancora il sito industriale. Nessuno ha detto che a Bari è stato omologato un concordato che non sancisce il fallimento ma il salvataggio dell’impresa.

Ci saremmo aspettati da un amministratore consapevole, una dichiarazione del tipo: “abbiamo contattato commissario e liquidatore per conoscere le sorti della sede terlizzese nell’ambito del piano”. Che fine farà? Sarà bonificato? Quando? Quale futuro per un’ampia area destinata a zona industriale ma integralmente incastonata in un ambiente divenuto residenziale, da un versante, e a ridosso del cimitero, dall’altro.

Questi silenzi riempiti solo dalla ridondante retorica di Gemmato risultano ancora più grotteschi se si pensa al progetto velleitario (ed infatti fallito) di condonare il limitrofo quartiere di Contrada Favale, artigianale sulla carte e di fatto divenuto per necessità residenziale.

Posto che l’ambientalismo autentico è pratico e non verbale, ci saremmo aspettati da Gemmato non giudizi sul passato, ma impegni per il presente e per il futuro, si, perchè  chi è chiamato ad amministrare ha il dovere di gestire il presente e il futuro, non il passato. Ci saremmo aspettati di sapere se il comune ha soldi per espropriare l’area, oppure se ha idee da proporre alla proprietà per convertire l’area e risarcire la comunità.

Niente. Tabula rasa. Solo propaganda.

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