Un costosissimo spot elettorale che non giustifica i maggiori costi e le tasse di un “porta a porta” al buio

L’intelligenza di una persona si misura dalle sue domande più che dalle sue risposte.

Tra i doveri e gli interessi di ogni buon cittadino non può mancare la capacità di fare domande e cercare risposte soprattutto quando l’oggetto del chiedere è ciò che lo riguarda da vicino.

Il funzionamento delle regole del vivere civile è possibile solo se ogni cittadino le fa proprie  e le agisce nella vita di tutti i giorni e questo è ciò che accade da quando è partito il servizio Porta a Porta: abbiamo imparato a conoscere la merceologia e le tecniche dei materiali, ci siamo attivati per condividere le informazioni e chiarire i dubbi, recuperato sacchetti e bidoncini e puntualmente conferiamo in modo diligente negli orari e con le modalità corrette.

Chi si occupa dell’economia domestica in particolare ha modificato i propri comportamenti e le abitudini d’acquisto in modo da ridurre la mole dei rifiuti e sincronizzarsi con le modalità di smaltimento.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un “cambiamento” che ha coinvolto come mai prima d’ora la popolazione della nostra ridente e virtuosa Terlizzi.

Il Porta a Porta è il metodo più efficiente per gestire i rifiuti perché consente una differenziazione a monte, aumenta progressivamente la quantità di materiali riciclabili e riduce le spese di smaltimento.

C’è un’altra fondamentale considerazione da aggiungere: quasi tutto il lavoro manuale (smistamento , pulizia, conferimento e igienizzazione dei contenitori) viene fatto dai cittadini.  

Ad oggi i cittadini (la maggior parte almeno) sono stati estremamente bravi a fare i compiti a casa questo è il significato del dato del 73% di raccolta differenziata comunicato dall’Amministrazione con manifesti e sui social.

Apprendiamo sempre dai manifesti che la TaRi subirà una diminuzione del 5,7% per ciascuna utenza ma non esistono dati ufficiali che suffraghino questi numeri.

Sui siti ufficiali di cui alleghiamo i link a fondo pagina non c’è modo di avere riscontri, mancano le percentuali relativa alle singole categorie e addirittura la pagina per i SERVIZI AL CITTADINO dell’Asipu contiene il famigerato error 404!

Qualcuno potrà obiettare che i numeri bisogna saperli leggere e allora ci chiediamo: il 73% di cosa?

Se la Regione dichiara che al momento i dati immessi dai comuni e presenti sul sito della Sit non sono ufficiali possiamo dire che  i numeri forniti senza citare la fonte non possono essere usati per calcoli che avranno effetti “nelle tasche” dei terlizzesi.

Mentre da un lato si danno i numeri dall’altro  non si riesce a sapere nulla sulla qualità della raccolta (grado di purezza dell’organico, livello di pulizia di plastica e vetro, percentuali di alluminio ecc..); ancor  meno si conosce la fine  e  l’utilità di ciò che accuratamente buttiamo via e men che meno si può sapere quando tutto lo sforzo e il lavoro dei cittadini diventerà remunerativo.

In altri paesi europei il riciclaggio è diventato un vero e proprio business che valuta 0,25 cent la bottiglia di plastica e a giudicare da quanti  terlizzesi invocano l’introduzione di un secondo giorno di raccolta della plastica dovremmo essere ricchi!

Molti si chiedono dove finiscono i rifiuti una volta depositati davanti alla porta di casa; altri vorrebbero sapere in che modo e quando si attiveranno i controlli e le sanzioni per gli irriducibili del sacchetto “metto tutto insieme e poi ci pensa la Natura”.

Di recente sono state segnalate anomalie nel conferimento dell’organico: nel camioncino di raccolta infatti vengono immessi anche buste di plastica non biodegradabili né tanto meno biocompostabili invece di usare quelli giusti già pagati dai cittadini stessi e forniti  dall’Asipu.

Come incide tutto questo sul prezzo pagato alla Tersan che riceve la frazione umida?

Molti esercenti forniscono ancora i sacchetti fuorilegge e privi dei marchi di approvazione sul compost.

Nessuno controlla? Perché? Si parla di diminuire del 20% la TaRi a chi ritira e usa la compostiera per la frazione organica ma poi come verificare che l’utente non conferisca l’umido nella raccolta cittadina invece che compostarlo a domicilio?

Domande legittime e soprattutto intelligenti che i cittadini pongono in vari modi e luoghi e che meritano riposte serie e oggettivamente argomentate  invece di proclami e manifesti di cui occorre ciecamente fidarsi, altrimenti, dicono, si fa sterile polemica e non il bene della collettività!

http://www.asipu.it/sezione/per-il-cittadino/

http://www.sit.puglia.it/portal/portale_orp/Osservatorio+Rifiuti/Osservatorio+Rifiuti+Cittadino/RSU+per+Comune/OrpCittadinoWindow?entity=rsucomune&action=e&windowstate=normal&action_com=comune&comune=072043&mode=view

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Immondizia Ovunque

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