Il “cancro” della politica è in movimento, dimissioni nel consiglio comunale di domani

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Chi l’ha definito un “cancro” per la politica cittadina dovrà ricredersi, è tutt’al più una malattia infettiva, visto che passa da un organismo all’altro con grande disinvoltura. Parliamo di Michele Grassi, rientrato a pieno titolo nel PD terlizzese dopo aver deciso le dimissioni da presidente del consiglio comunale, facendo salire la febbre al già malandato “organismo” del centrosinistra terlizzese.

Questa volta però Grassi e il suo gruppo non hanno provocato la morte del corpo da cui escono, come era già avvenuto nel 2011 quando in tre firmarono le dimissioni e mandarono a casa il sindaco del PD Vincenzo Di Tria, perché la sua uscita dalla coalizione di centrodestra guidata da Ninni Gemmato era già avvenuta da tempo, riducendola a soli 9 consiglieri, ma ancora sufficienti per governare.

Nonostante i suoi attriti con la maggioranza, Michele Grassi aveva continuato imperterrito a tenere stretta la poltrona di presidente del consiglio (con il relativo stipendio) fino a meritarsi il nomignolo di “Poltronaio” affibbiatogli dal centrodestra, che non gli ha risparmiato critiche velenose in questi ultimi anni, fino alla violenta litigata pubblica col sindaco nel consiglio comunale scorso.

I consiglieri di maggioranza avevano tentato di tirarlo giù con le mozioni di sfiducia, chiamando in causa il Prefetto e attaccandolo a testa bassa in consiglio comunale, ed anche dai banchi dell’opposizione era arrivata a più riprese la richiesta di lasciare il ruolo di presidente, considerato che il suo permanere sullo scranno di presidente non aveva alcuna ragione politica, non avendo più il sostegno della sua coalizione che lo aveva eletto e non godendo di stima politica nel centrosinistra, visto che nel 2012 era stato addirittura espulso dal PD.

Ma gli appelli al buon senso e all’etica politica in questi ultimi anni non hanno mai portato ad un risultato e Michele Grassi ha schivato tutti gli attacchi, fino alla scelta finale e forse fatale per il centrosinistra ed il suo maggior partito politico che lo riaccoglie come fosse il “figliol prodigo”.

Ora resta da vedere cosa succederà nel consiglio comunale di domani, quando Grassi andrà a sedersi nei banchi del PD lasciando libera la sua poltrona, che dovrà necessariamente essere occupata da un altro consigliere.

E ancora, che farà il vicepresidente Marisa Chiapparino, che pare non sarebbe più in accordo politico con Grassi?

Insomma la situazione terlizzese si ingarbuglia sempre più, man mano che ci si avvicina alle elezioni del 2017, sempre più funestate dal trasformismo che sta uccidendo la politica, purtroppo, non solo a Terlizzi.

Pensiamo che le dimissioni di Grassi non siano altro che una strategia per legittimare, se pure con molto ritardo, il suo reintegro nel PD, di cui si dice che il Segretario Barile, starebbe per dimettersi, sarà vero?

Una situazione caotica che rovina ulteriormente l’immagine della politica con la “P” maiuscola.

Aggiornamenti: ci scrive il Dott. Franco Barile che in riferimento alla sua posizione, tiene a precisare che guiderà il Partito fino alle prossime amministrative e che non ha alcuna intenzione di dimettersi dal ruolo di Segretario Politico.

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