(VIDEO) Vilipèndio alle istituzioni durante lo scontro verbale tra il sindaco e il presidente del consiglio

 

Durante l’indecorosa seduta di consiglio comunale del 29 aprile 2016, oltre all’oltraggiosa rissa tra consiglieri comunali di cui abbiamo già scritto, in diretta streaming abbiamo dovuto assistere ad un triste episodio di politica immorale e faziosa, tra il sindaco e il presidente del consiglio che con toni alti ed espressioni di disprezzo verso le reciproche responsabilità nei ruoli istituzionali assunti nell’interesse della città, hanno manifestato reciproca disistima con parole dure e gravemente offensive.

Al culmine delle reciproche accuse, con il solito falso garbo, ecco le parole di disistima e disprezzo pronunciate dai due litiganti:

Sindaco: ”Lei non è il presidente!” –  Presidente: “Lei non è sindaco!”.

Eppure ognuno dei litiganti deve la sua fortuna all’altro, considerando che mai Gemmato sarebbe stato sindaco se Grassi non avesse fatto cadere la maggioranza di centrosinistra guidata da Di Tria, e mai Michele Grassi avrebbe potuto ricoprire il ruolo di presidente del consiglio se non avesse vinto una maggioranza sgangherata come quella che Gemmato sta miracolosamente guidando, finalmente, alla fine del mandato.

Ma oramai i due sono ai ferri corti e l’odio politico e personale tracima ad ogni consiglio comunale, con parole e gesti di arroganza e maleducazione che poco si conciliano con il ruolo istituzionale affidato, per fortuna, temporaneamente.

Vilipendio potrebbe qualificarsi il reato commesso da sindaco e presidente di consiglio – Il vilipendere o l’esser vilipeso; disprezzo, disistima espressi con parole, in diritto penale, figura di reato prevista dal codice penale, consistente nell’offendere con parole, scritti o atti di grave e offensivo disprezzo valori ritenuti particolarmente degni di rispetto … delle istituzioni, della religione ….

Un bell’esempio di maleducazione.

Non il solo, visto che tra i banchi della maggioranza mentre è in corso la discussione dell’ordine del giorno si notano con grande evidenza, sbraco e risatine di dileggio, col solito disprezzo delle istituzioni che si è chiamati a rappresentare.

Nel prossimo consiglio comunale chiedete scusa alla città! Anzi, dimettetevi tutti!

 

 

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