Fasullo il taglio alla TARI, mai prima d’ora una gestione così opaca della cosa pubblica

 

La decantata riduzione del 5,7% del tributo per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani previsto dal “Piano finanziario TARI 2016”, approvato lo scorso 29 aprile, non sarebbe il frutto di un’efficiente gestione del servizio, ma di un taglio azzardato ai “Costi per spazzamento e lavaggio strade e piazze” e ai “Costi amministrativi per accertamento e contenzioso”.

È un fatto e per rendersene conto basta comparare il Piano votato venerdì scorso in Consiglio comunale con quello allegato alla deliberazione n.44 del 30 luglio 2015.

Nel caso dei “Costi per spazzamento e lavaggio strade e piazze” si è passati da € 732.845,79 dell’anno precedente agli attuali € 646.552,41, con una riduzione dell’11,8 percento delle risorse disponibili per l’igiene e il decoro stradale.

Per quel che riguarda i “Costi amministrativi per accertamento e contenzioso”, la spesa relativa si è ridotta invece del 50%,passando da € 226.242,08, previsti dal piano triennale predisposto da ASV Spa nel 2015, agli attuali € 110.412,76.

Il taglio complessivo ammonterebbe ad € 198.129,32 e deriverebbe dalla riduzione dei costi generali del servizio, piuttosto che dall’esito virtuoso di un “Porta a porta” imposto d’imperio dall’Amministrazione comunale.

La gestione Gemmato, in sostanza, non ha prodotto nessuna economia, ma una riduzione relativa dei costi, frutto di una sforbiciata contabile che significa in sostanza minore pulizia di piazze e strade e minore vigilanza sulle entrate.

È difficile comprendere sulla base di quali previsioni o presupposti concreti sia stato effettuato un taglio così drastico alla spesa per accertamenti, e se la decantata riduzione dei costi del servizio, con cui si sarebbero volute premiare le virtuose famiglie del “Porta a porta” terlizzese, non sia in realtà un atto di pura demagogia e di disinibita alchimia contabile.

I due piani finanziari, quello del 2015 e l’attuale del 2016, andrebbero comparati attentamente, tanto più che le cifre parziali, relative ad ogni singola voce assimilata nei cosiddetti “Costi fissi”, evidenziano differenze macroscopiche, pari a diverse centinaia di migliaia di Euro.

Nulla si sa, inoltre, delle somme (circa € 422.800,00) che i terlizzesi sono stati costretti a versare in anticipo per un servizio “Porta a porta” mai erogato nei mesi di novembre e dicembre 2015. Resta un giallo la destinazione di centinaia di migliaia di euro che, in fase di assestamento di bilancio 2015, l’Amministrazione avrebbe dovuto restituire ai terlizzesi, perlomeno decidendo una compensazione a valere sul tributo dell’anno successivo.

Dopo la vergognosa seduta del consiglio comunale dello scorso 29 aprile e il tentativo di prevaricazione istituzionale nelle modalità di consegna degli atti da parte del Sindaco, ci chiediamo a quale gioco stiano giocando affidatario del servizio e Amministrazione comunale quando parlano di “conferma dell’obiettivo di migliorare il livello qualitativo del contesto urbano”,ma prevedono, contestualmente, una riduzione del 12 percento della spesa per la pulizia di strade e piazze.

Come intendano garantire un adeguato standard di igiene con un simile taglio alle risorse disponibili e se lo spot elettorale della riduzione del tributo compenserà a sufficienza le pesantissime ricadute negative sull’immagine della città e sulla salute dei cittadini.

Nella frenesia di voler annunciare al più presto una riduzione del costo generale del servizio, l’Amministrazione ha deciso di inscenare un bluff. Perseverando nella pratica economicamente svantaggiosa degli affidamenti diretti senza gara – una gara europea avrebbe innescato un sicuro ribasso dei costi durante l’aggiudicazione di un appalto da 4,5/5 milioni di Euro – la maggioranza non è riuscita a ridurre altrimenti la spesa per un “Porta a porta” finanziariamente insostenibile per la nostra comunità se non tagliando la qualità del servizio e giocando d’azzardo sulla salute dei terlizzesi.

Sembrano dimenticare, i nostri amministratori, che malattie come tifo, tubercolosi e colera sono state sconfitte grazie all’igiene, all’acqua potabile e alla disinfestazione sistematica degli spazi pubblici. Così, è un fatto che la città, a causa delle politiche disastrose della maggioranza, rischia oggi un drammatico salto nel passato e una tremenda emergenza sanitaria, che meriterebbe l’intervento immediato del Prefetto.

Evidenziamo, a chi avesse voglia di comprendere e di reagire al buio demagogico di questi tragici anni di disamministrazione, che la legge regionale non ci ha imposto il “Porta a porta”, ma la raccolta di una percentuale specifica di rifiuti differenziati.

Le modalità per raggiungere il tetto previsto restavano una scelta dei Comuni. In questo modo, se, altrove, Enti pubblici con bilanci più ricchi del nostro, hanno deciso di eliminare il “Porta a porta”, dimostratosi “sporco” oltre che troppo costoso per cittadini e imprese, l’Amministrazione Gemmato ha compiuto una scelta che, al di là della propaganda di regime, sta gravando sui bilanci di famiglie e imprese, sta abbassando il livello dell’igiene urbana e sta devastando l’immagine della città e del suo ambiente rurale.

Mentre altrove si è deciso di eliminare il “Porta a porta”, passando a una differenziata con cassonetti stradali a chiavetta elettronica, capaci di premiare i cittadini ricicloni e di innescare un ciclo virtuoso della raccolta, Gemmato ha preferito una pratica economicamente insostenibile, che non trova risorse per la raccolta giornaliera dell’umido, per la necessaria igienizzazione delle strade e per il recupero dell’indifferenziato sversato illecitamente nei campi, il quale produrrà fatalmente batteri e infezioni che passeranno dagli animali all’uomo.

Dopo 4 anni di inefficace presidenza dell’ARO, è questo il risultato desolante della gestione del servizio di R.S.U. nella nostra cittadina. Sporcizia e un costo generale del servizio schizzato da € 3.328.000 del 2013 (l’ultimo anno precedente alla chiusura della discarica di Trani e all’aumento dei costi di trasporto per raggiungere la discarica di Massafra, quindi l’ultimo anno con cui è possibile un paragone credibile…) agli attuali 4 milioni di Euro al netto dei tagli lineari precedentemente illustrati.

Tutto ciò senza contare che i giorni di “Porta a porta” realmente erogati quest’anno non saranno alla fine 365 e che, se Asipu fosse riuscita ad avviare il servizio dal 1° gennaio 2016, coprendo dal principio l’intero territorio comunale, i costi totali sarebbero schizzati intorno ad € 4.828.000,00,così come preventivati nel piano triennale di Asv presentato a luglio 2015.

Un aumento del 45 percento destinato a salire nel 2017 e che non include l’avanzo di €422.800,00 della gestione 2015, di cui si ignora ancora la destinazione.

Un’analisi scientifica dei costi della differenziata,effettuata da Bain & Company e presentata a Federambiente nel 2013, ha chiarito del resto,senza possibili equivoci, che se lo smaltimento di una tonnellata di rifiuti indifferenziati costa € 89,00, quello della medesima quantità di rifiuti indifferenziati ha un costo di € 183,00, con aumenti medi della tariffa a carico dei contribuenti del 48 percento.

Perfettamente in linea con i nostri calcoli! Questa è l’unica verità ed è la sola che nessun raggiro contabile potrà mai negare.

La propaganda di questi giorni, con i dati relativi alla fasulla riduzione del costo del servizio, non è altro che chiasso e volgare demagogia.

A cura del gruppo di lavoro Terlizzinews.

La politica dei rifiuti di Gemmato

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