Città Civile: Tassa Rifiuti, paghiamo troppo! La propaganda è solo speculazione di basso profilo

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Dicono che il Comune di Terlizzi abbia abbassato la Tari 2016. E’ vero. Ma a nostro modo di vedere c’è poco da esultare.
Proviamo a ragionare sui numeri. Prendiamo in considerazione i dati degli anni 2014 – 2015 -2016 (se avessimo considerato gli anni precedenti la situazione sarebbe peggiore).

Ad ogni modo. La TARI anno 2014 ammontava a € 3.658.442,00 (determina n. 1029 del 2014). La TARI anno 2015 ammontava a € 4.238.531,00. Nel 2015 quindi l’amministrazione Gemmato ha AUMENTATO la tari di complessivi € 580.089,00. In termini percentuali aumento del 15,87%.

Il consistente aumento della tari nel 2015 fu causato, tra le varie cause, dall’avvio del servizio di raccolta porta a porta. In realtà i terlizzesi pagarono nel 2015 un servizio che non fu erogato.

Infatti, il porta a porta è partito nel febbraio 2016. Ma comunque già nel 2015 i contribuenti terlizzesi hanno pagato la fase di avvio del porta a porta. In tale fase si affrontano spese di natura eccezionale: per esempio le spese di stampa del materiale informativo o il costo dei mastelli porta rifiuti. Questi costi sono appunto di natura eccezionale e si manifestano solo in fase di avvio. Ed infatti nel 2016 tali voci di spese non dovrebbero comparire (i mastelli non si comprano tutti gli anni).

Nel 2016 si apprende, da organi di stampa (ad oggi non c’e’ nessun atto pubblicato sull’albo del comune) che ci sarà una riduzione della Tari del 5,7%. Provando a fare due calcoli quindi rispetto al 2015 vi è un riduzione complessiva della tari di € 241.596,26 (il 5,7% appunto della tari del 2015 €4.238.531,00).
Fin qui i numeri. Ora qualche considerazione.

Intanto, a fronte di un consistente aumento della Tari (tra il 2014 e il 2015) si registra una modestissima riduzione nell’anno 2016. Certo in tema di tasse ogni diminuzione è positiva ed auspicabile. Ma questo lieve calo certamente non deriva, al contrario di quello che dicono i vari giullari di corte, dal sistema di raccolta porta a porta che inizia a dare i primi risultati.

Infatti tale lieve diminuzione deriva da costi di natura straordinaria che i terlizzesi hanno già dovuto sopportare nella fase di strat up del porta a porta e che non si ripetono ogni anno per fortuna (come l’acquisto dei mastelli).

Quindi ad oggi il porta a porta non ha prodotto alcuna riduzione dell’incidenza del costo sulle tasche dei terlizzesi. La tari continua ad essere salatissima. La Tari 2016 è ancora superiore a quella del 2014 (quella antecedente al forte rincaro del 2015).

Altra considerazione. Dicono che la percentuale di differenziata ha raggiunto il 73%. Ora questo significa che conferiamo in discarica solo il 27%. Prima del porta a porta si conferiva in discarica circa il 70 %. Questo significherebbe che a spanne dovremmo aver registrato un risparmio del costo di discarica del 43%. Inoltre avendo differenziato il 73% significa che, non solo per tali materiali non abbiamo costi di discarica, ma dovremmo addirittura ottenerne un ricavo dalla vendita di tutte le componenti differenziate.

Se i numeri sono veri ( e qui io la mano sul fuoco non la metterei) allora davvero la riduzione misera della tari 2016 lascia perplessi: sbandierare come un successo la diminuzione di un misero 5,7 mi sembra fuori luogo e comunque i conti non tornano. Anche perché i terlizzesi continuano a subire enormi disagi. La città è sporca perché non è spazzata e pulita giornalmente e le campagne sono invase da rifiuti di ogni tipo.

Il cammino è ancora lungo e molto c’è ancora da fare. I terlizzesi non si appassionano ai numeri sparati al vento. I contribuenti hanno diritto ad avere una città pulita ed una periferia che non si trasformi in discarica. E vorrebbero pagare il giusto.

I terlizzesi hanno dimostrato grande senso civico. E questo è un fatto positivo. Ma pretendono che nessuno speculi (sia economicamente e sia politicamente)su tale senso civico. E che i livelli di raccolta differenziata si trasformino in riduzioni VERE e SIGNIFICATIVE della pressione fiscale dei terlizzesi.

Città Civile

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