A Terlizzi il clamore mediatico dell’ordinario fa sembrare tutto straordinariamente “epocale”

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Terlizzi, ARO ba1, siamo gli ultimi ad avviare il “porta a porta”, dopo che da diversi mesi, con la stessa società di raccolta rifiuti, gli altri comuni dell’ARO sono già al lavoro. C’è chi dice che se non fosse per la “spinta” d’inerzia degli altri comuni, a Terlizzi si sarebbe ancora dormito dopo 4 anni di gestione indecorosa dei rifiuti.

Il 14 aprile 2016, con un manifesto pubblico firmato dal Sindaco, l’Amministrazione ha festeggiato il raggiungimento del 64% del tasso di raccolta differenziata sul territorio comunale.

Il dato, prevedibilissimo, fa senz’altro piacere, ma lo troviamo uno strumento di propaganda volgare, tanto più che il manifesto di Gemmato non dice nulla della percentuale di indifferenziata che sta inondando le nostre campagne e dello scenario extraurbano che è ormai da terra dei fuochi. Questo per non parlare delle strade inondate da cartacce e rifiuti, delle aiuole che non vengono ripulite per mesi e della raccolta dell’umido, effettuata 3 giorni su sette, mentre, con l’arrivo del caldo, i rifiuti iniziano a fermentare, producono odori e risvegliano blatte e topi.
Ormai non è più possibile aprire una pagina facebook, senza imbattersi in foto di escrementi e rifiuti o nel grido di allarme di cittadini disperati, che lamentano un degrado senza precedenti.  946749_466939546832270_6283989286702857062_n
La città rischia l’emergenza ambientale, ma il Sindaco, nonché primo responsabile della sicurezza sanitaria, ha ben pensato di frenare lo sversamento dell’indifferenziata nei campi e agli angoli delle strade, disponendo una sola ora di straordinario giornaliero, effettuata, dalle ore 6.30 alle 7.30 del mattino, da una coppia di vigili urbani in pattuglia.
Piuttosto che proteggere il territorio, qualche amministratore lancia sconsiderati avvisi affinché i contadini provvedano da soli alla pulizia dei terreni e tenta come al solito di banalizzare.
Il consigliere delegato all’ambiente, in veste di portavoce dell’amministrazione, il 10 aprile 2016, ha infatti parlato di una “singola busta di spazzatura che, abbandonata sul territorio,” farebbe da sola (è il suo pensiero!) tanto rumore.
Di buste abbandonate i cittadini ne hanno fotografate a camionate, ma lui ne ha contata una soltanto.

Così, dopo i ringraziamenti istituzionali di Gemmato, i festeggiamenti per il risultato raggiunto, e la pubblicità di sé stesso, pagata, senza troppo pudore, con i soldi dei contribuenti, forse è il caso di fare due conti.

Con cifre di differenziata così alta e destinate certamente a crescere, vale la pena esaminare qualcosa del “Piano finanziario del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per l’anno 2015”, approvato con deliberazione di consiglio comunale n.44 del 30 luglio 2015 e con i voti favorevoli della sola maggioranza.
La cittadinanza, dopo aver raggiunto con le proprie risorse finanziarie e col proprio impegno la tanta auspicata percentuale che consentirà a Terlizzi di evitare l’ecotassa, sta cominciando a toccare con mano costi e benefici della differenziata secondo Ninni Gemmato.

Così, tra le altre cose, sembrerebbe aver già valutato negativamente il servizio garantito da Asipu, divenuta la nuova affidataria del servizio con ordinanza n.21 del 28 novembre 2015, firmata proprio dal Sindaco, la quale, il 3 aprile scorso, in un servizio della stampa locale che parlava di carrellati in Largo la Ginestra veniva accusata di combinarne “praticamente una al giorno”.
Su quelle stesse colonne, guarda caso, mentre lamentavamo una differenziata partita al rallentatore dopo i proclami delle veline di palazzo, qualcuno giustificò la propria incapacità amministrativa, scaricando su Asipu, che non avrebbe avuto i mezzi necessari ad avviare la raccolta su tutto il territorio, le colpe del fallimentare ritardo.

Ma perché parlare di questo se stavamo per evidenziare qualcosa all’interno del Piano finanziario 2015 relativo allo smaltimento rifiuti?

Beh, perché, nell’interminabile ordinanza sindacale n.21 del 2015, Gemmato ordinava ad Asipu di eseguire il servizio secondo precise modalità e tali modalità prevedevano non già l’utilizzo dei mastelli per il porta a porta, ma la raccolta “tramite cassonetti stradali di proprietà dell’Amministrazione”.

È tutto chiaro? Pur avendo stabilito, a luglio 2015, di tassare i cittadini per un servizio di raccolta porta a porta che sarebbe dovuto partire il 1 novembre di quell’anno al costo complessivo di €424.932,91, Gemmato, il 28 novembre 2015, non ordinava ad Asipu srl di avviare il servizio “porta a porta” con lo svuotamento dei mastelli che tutti hanno ritirato, ma la raccolta “tramite cassonetti stradali di proprietà dell’Amministrazione”.

Poco importa se, nella sua farraginosa ordinanza, parla di porta a porta, Aro, Sanb e compagnia cantante. Se la leggano bene l’Anac e la Procura della Corte dei conti, l’ordinanza di Gemmato. E si leggano pure la Delibera di Consiglio comunale n.44 del 30 luglio 2015 che, senza uno straccio di gara, ha spinto a livelli esorbitanti la tassa sui rifiuti nella nostra comunità.
Per chi lo avesse dimenticato, è dal 2012 che Gemmato non fa una gara per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed è dal 2012 che procede con affidamenti diretti, senza gara e senza possibilità di ribassi a favore dei cittadini terlizzesi.

Per questo suo comportamento è stato gravemente censurato con deliberazione dell’Autorità nazionale anticorruzione, dopodiché ha tentato, caso probabilmente unico in Italia, di impugnare presso il T.A.R. il deliberato del Garante.
Senza valutare la sostenibilità finanziaria reale della differenziata nella versione Gemmato per le imprese e le famiglie del territorio.

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