Ortaggi: crollano del 60% i prezzi al produttore, Coldiretti manifesta il disagio del settore davanti al consiglio regionale

emiliano

L’orticoltura rappresenta un comparto fondamentale dell’agricoltura pugliese contribuendo con una quota di oltre il 30% alla formazione del valore aggiunto delle coltivazioni agricole. In Puglia risulta coltivato circa 1/4 della superfice complessiva nazionale destinata agli ortaggi. L’ortofrutticoltura è uno dei settori chiave dell’agricoltura pugliese, con un valore nel 2015 di 1.087.600.000 euro di Produzione Lorda Vendibile.
Con il crollo dei consumi – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele –  diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini.
Per questo chiediamo al Governo della Regione Puglia di avviare iniziative di sostegno con gli ipermercati e di dare corpo e sostanza alla legge che già nel 2008 aveva previsto l’obbligo dell’utilizzo nelle mense pubbliche, tramite previsione nei relativi bandi, di prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50%, il coinvolgimento diretto  delle grandi e medie strutture di vendita che operano sul territorio regionale, anche tramite realizzazione di spazi espositivi in esclusiva, oltre all’utilizzo delle imprese esercenti attività di ristorazione o di vendita al pubblico attraverso il loro inserimento in campagne regionali di immagine, nonché disposizioni in materia di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli e di controlli”. 
In Puglia arrivano carciofi dall’Egitto, angurie dalla Grecia, pomodori dal Marocco, passata di pomodoro dalla Cina, ciliegie dalla Turchia che in maniera ingannevole diventano ‘made in Italy’. 
Bisogna mettere in campo ogni strumento utile ad impedire che prodotti di dubbia provenienza vengano spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono e la cui commercializzazione arreca danno all’economia regionale, e si traduce in una truffa per i consumatori, ignari di quello che acquistano e consumano.
L’aumento dei prezzi dal campo alla tavola è favorito dalla mancanza di trasparenza nel commercio al dettaglio dove non viene rispettato l’obbligo di esporre sui cartellini, oltre al prezzo, l’origine, la varietà e la qualità della frutta e verdura in vendita previsto dalla legge per consentire ai consumatori di fare confronti omogenei e di scegliere i prodotti più convenienti. E’ necessario chiudere la porta alle speculazioni con l’applicazione del decreto legislativo 306/02 che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell’Unione Europea sulla qualità e commercializzazione di frutta e verdura.
L’obbligo di mettere l’etichetta sulla frutta e verdura fresca commercializzata riguarda sia i prodotti confezionati che quelli venduti sfusi per i quali possono essere utilizzati cartellini con l’indicazione della provenienza, della varietà e della categoria qualitativa.
Con l’impegno del Presidente Emiliano e degli assessori regionali da oggi riprende una nuova mobilitazione, sui mercati, che deprimono il settore ortofrutticolo locale a danno dei produttori e dei consumatori.
Tra le possibili soluzioni crediamo nella realizzazione dei mercati della vendita diretta o Km Zero, che offrono ai consumatori una concreta possibilità di confronto per una spesa consapevole.
MERCATI VENDITA DIRETTA COLDIRETTI
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