“Voto dunque esisto!” – Dedicato agli astensionisti del 17 aprile

io-vado-a-votare

Nel corso dei secoli tra il fragore delle feste e i postumi di guerre e bagordi i popoli si sono fatti sempre più sordi e sciocchi tanto che oggi non eleggono più chi li cura ma chi li droga.

Giungiamo così ai nostri giorni in cui ai combattimenti da circo si sono sostituiti i combattimenti elettorali e al posto dei gladiatori ci sono marionette travestite da leader che fanno a pezzi il Bene Comune.

Di fronte a un tale scempio di ideali e valori la forte tentazione è quella del disinteressamento, dell’allontanamento e infine dell’astensione.

Ad ogni domenica elettorale si sentono e si leggono sempre più spesso frasi come: “.. Questi politici sono tutti uguali e io con loro non voglio aver nulla a che fare!!” oppure “ Che si vota a fare? Si spendono solo i nostri soldi e le facce sono sempre le stesse!” o ancora “ Ma tu credi davvero che votando puoi cambiare le cose?”

La mala politica ci tradisce e ci illudiamo di punirla negandole la nostra partecipazione come amanti delusi.

In Italia nelle ultime elezioni regionali gli astenuti sono stati circa il 48,8%, se fosse un partito praticamente potrebbe governare il Paese.

Le persone che hanno scelto di non votare pensano di aver espresso il loro legittimo disgusto e una giusta condanna per questo pessimo modo di fare gli interessi pubblici ma non si rendono conto di aver detto qualcos’altro: non votare è un modo per permettere agli incapaci ai disonesti di fare i propri interessi.

Non andare a votare è come dire io non esisto, io non ci sono!

Non votare è ridicolo e incredibilmente dannoso: l’elite delle dirigenze dei partiti o se preferite gli habitué dei salotti televisivi sembrano preoccuparsi del fenomeno dell’astensione ma in verità segretamente ne gioiscono.

Il perché è semplice: meno sono i votanti più è facile contare i voti “utili”.

Chi non vota pensa di essere forte ma in realtà è debole!

Chi pensa che non votare sia una scelta, tradisce prima di tutto se stesso. Un popolo che esprime il proprio disgusto per la mala politica non entrando nella cabina elettorale ne diventa complice.

C’era un tempo in cui la voce del Popolo faceva paura ai governi e questo referendum è forse l’ultima occasione per tornare a farla sentire.

Parlo a te Popolo italiano: non importa che tu dica sì oppure no è il momento di dire che ci sei, che esisti e hai una volontà che DEVE essere  ascoltata e rispettata!

Ogni chiamata al voto serve a ricordare a ci chi governa (male) chi è che comanda e siccome si sa che la penna ferisce più della spada basta entrare in cabina elettorale e gridarlo con il rumore silenzioso della matita nera sulla scheda elettorale.

“Il destino dei popoli è determinato dal loro carattere e non dai loro governi”.
Gustave Le Bon

 

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