Vincenzo Di Tria: i motivi del mio SI al referendum di domenica 17 aprile

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Cercherò di non entrare nei tecnicismi degli articoli di Legge da abrogare e di non aggiungere altra confusione a quella che c’è già e mi limito a dire che il 17 aprile andrò a votare e voterò Si.

Andrò a votare perché considero il voto popolare come una conquista democratica, costata vite umane e sofferenze solo qualche decina di anni fa.

In democrazia il popolo vota per decidere del proprio futuro, e compito di una classe politica degna di questo nome è invogliare i cittadini ad esprimere il proprio giudizio e a fare le proprie scelte mediante il proprio voto.

In democrazia, chiedere ai cittadini di non andare a votare, come sta facendo il PD in ambito nazionale, è un atto di grande irresponsabilità ed equivale ad una bestemmia, tanto più grave perchè a bestemmiare è il maggior partito del Paese e non un partitino di estremisti contrari al regime democratico.

Voterò Si perché sono pugliese, perché sono meridionale, perché sono italiano.

Mi spiego meglio, da pugliese non posso che votare contro le trivellazioni per la ricerca del petrolio e tutti quei potenziali rischi che mettono a repentaglio la nostra economia, sempre più basata (finalmente) sul paesaggio, sull’agroalimentare e quindi sul turismo.

Da meridionale non posso che votare contro le trivellazioni perché inseguono un modello di sviluppo che al meridione d’Italia in questi decenni ha portato solo danni, vedasi l’ILVA di Taranto, le raffinerie di Gela, il polo industriale di Bagnoli, le aree industriali abbandonate in Calabria e lo sversamento di rifiuti industriali sul suolo di molte regioni.

C’è voluto tempo, ma ora finalmente il meridione ha capito che la sua vera industria è la sua terra ed il suo mare.

Da italiano, cittadino di una penisola immersa nel mare, dico no ad ogni rischio di incidenti che possano mettere a repentaglio la sicurezza di un mare “chiuso” come il Mediterraneo, che rigenera le sue acque una volta ogni 100 anni.

Il compito di chi ci governa dovrebbe essere quello di puntare ancora più decisamente sulle fonti rinnovabili per renderci sempre più indipendenti da petrolio e gas, e compito dell’Italia nel contesto internazionale dovrebbe essere quello di invogliare tutte le nazioni che si affacciano su questo splendido mare a scegliere le fonti rinnovabili e ad abbandonare le risorse fossili, per non rischiare catastrofi come quella consumatasi appena 6 anni fa per l’esplosione di una piattaforma della BP al largo del Golfo del Messico, che ha messo in ginocchio l’economia di intere regioni e pregiudicato la salute di migliaia di persone.

Per tutto questo, io Voto Si.

Vincenzo Di Tria – Consigliere Comunale UNITI A SINISTRA – Già Sindaco del Comune di Terlizzi

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