“Calici di Poesia” un evento per intenditori, da Mirò Enoteca

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CALICI DI POESIA è un evento nato dalla collaborazione tra l’enoteca MIRÓ e la libreria LE CITTA’ INVISIBILI per una serata dedicata alle suggestioni poetiche accompagnate da calici di ottimo vino.
GIOVEDì 31 marzo alle 19.30 presso l’enoteca Mirò, in Largo Pappagallo 25, degustando il nettare degli dei, si potrà gioire del piacere generato da una poesia affidando così ai versi le proprie emozioni.
Lo scrittore Michelangelo Zizzi dialogherà con Pasquale Vitagliano e Francesco Cagnetta e per l’occasione ci racconterà il suo ultimo lavoro “La resistenza dell’Impero”.

A seguire un reading poetico dalla raccolta presentata, a cura di Ergerta Cuko e Giulia de Palma, potrà essere accompagnato dalla degustazione di una selezione di vini scelti dall’enoteca.

L’AUTORE
Michelangelo Zizzi è laureato in Filosofia e Medicina ed è fondatore e direttore di Fucine Letterarie. È inoltre fondatore di Scuola Pound, scuola di alta formazione poetica, e ha inventato il metodo di dinamica autopoietica ‘Sol Sol’, che consiste nella dissoluzione dei principi psico-proiettivi e nella coagulazione degli elementi immaginativi e fonetici della produzione poetica.
Ha pubblicato in poesia: La casa cantoniera (ne La Collana di Maurizio Cucchi, Stampa 2001); La primavera ermetica (Manni 2002); Del sangue occidentale (LietoColle 2005), La Resistenza dell’Impero (LietoColle 2016). In prosa romanzi con eteronimi.
In saggistica Il Sud e la Luna. Per una geografia dell’immaginario in Vittorio Bodini (Levante 1999); Autoritratto con monade. Fenomenologia della poesia in Girolamo Comi (Multimedia Pensa 2000); L’orfismo in Comi (Multimedia Pensa 2002); ha curato: La sposa Barocca (LietoColle 2010), A Sud del Sud dei Santi (LietoColle 2013).

L’OPERA
La Resistenza dell’Impero (LietoColle 2016) è poema anagogico e antimoderno, radicalizzato sulla struttura formalizzante situata all’incrocio tra metafisica, metapolitica, temporalità biografica ed elaborazione della morte. Ha l’ambizione di risolvere il conflitto tra Esistenza ed Essere a vantaggio della rappresentazione della forma contro l’informe, dell’identità contro l’alienazione, dell’aver amato contro l’aver dimenticato. Organizzandosi sulle strutture di spazio, anziché su quelle di tempo, il poema tenta di instaurare un’epica dell’identità opposta alla dissolvenza prodotta dall’alterità. Conseguenzialmente ha come propri i temi del Divino, della Bellezza, della Proprietà, intesa come riconoscimento di sé, e del Bene.

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