Si alla bruciatura dei residui vegetali in piccoli cumuli, trattasi di pratica agricola

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Le attività di raggruppamento e bruciatura in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali effettuate nel luogo di produzione sono sottratte dalla disciplina sui rifiuti, poiché sono considerate normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti e non costituiscono attività di gestione di rifiuti.

Questo è quanto precisato dalla Corte di cassazione penale che, con la pronuncia del 10 febbraio 2016, n.5504 ha confermato, secondo quanto già chiarito nella sentenza  8 ottobre 2014, n. 47663, che il “raggruppamento” ed “abbruciamento” dei materiali vegetali, se eseguito nel rispetto delle condizioni imposte dal comma 6-bis dell’articolo 182 del codice ambientale, non costituisce attività di gestione di rifiuti e, conseguentemente, non integra alcun illecito previsto dalla normativa di riferimento, per la fondamentale ragione che, nel rispetto delle condizioni fissate dalla legge, le sostanze non rientrano ope legis nel novero dei rifiuti.

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