Agricoltura: Mercato Ortofrutticolo, inizia lo smantellamento per favorire i palazzinari

Mercato Via Carelli

Qualche buontempone afferma ancora che il mercato ortofrutticolo è salvo, e addirittura esulta perché il consiglio comunale ha destinato alla vendita solo parte delle aree del Mercato di via Carelli, scansando l’edificio dove materialmente avviene la contrattazione della merce, appena ristrutturato spendendo la bella somma di 250.000€.

Di fatto, quel che resta del mercato viene privato degli strumenti necessari alla sua vita commerciale, i parcheggi e gli spazi di manovra per gli automezzi dei produttori, il tutto a beneficio dei nuovi palazzoni residenziali che sorgeranno a pochi metri di distanza.

Infatti, tutte le restanti aree di quello che fu il mercato floricolo sono state rese edificabili dall’amministrazione Gemmato, che le metterà all’asta per farci realizzare la massima cubatura possibile, 5 metri cubi di cemento per ogni metro quadro di suolo. Unico limite posto dalla maggioranza è l’altezza, che non potrà superare i 15,8 metri.

Gemmato a distanza di due anni dalla scelta di vendere il Mercato di via Carelli porta così a compimento il suo piano scellerato di togliere servizi al comparto agricolo a favore dei palazzinari. Non è proprio ciò che voleva ottenere, cioè vendere tutto, perché la Regione lo ha bloccato e gli ha imposto la modifica dei suoi programmi iniziali, anche grazie all’intervento dell’opposizione che firmò un lungo e preciso esposto contro la sua scelta.

Oggi Gemmato mette in vendita solo parte delle aree del Mercato, contraddicendo sé stesso che solo a novembre scorso le aveva inserite tutte nel Piano delle Alienazioni. Ha dovuto fare dietro-front e scansare il fabbricato dell’ortofrutta che costeggia via Rimini per rispettare le previsioni del piano Regolatore Generale e togliere anche tutte le aree attraversate dal vincolo idrogeologico.

Quel che resta lo ha reso edificabile variandone la sua destinazione d’uso, da servizi mercatali a residenziale.

Per rendere l’operazione immobiliare più appetibile, ha raddoppiato la volumetria realizzabile sul suolo da vendere (dai 2,5 metri cubi al metro quadro iniziali agli attuali 5 metri cubi al metro quadro) e lo ha diviso in due lotti, proprio da perfetto immobiliarista. Chissà perché poi i lotti non sono uguali?

Forse perché i potenziali acquirenti hanno già espresso le loro preferenze?

Agli illusi in cattiva fede che sostengono ancora l’azione della banda dei 9 che governa la città, noi diciamo che il momentaneo salvataggio del mercato ortofrutticolo è solo un’illusione che durerà poco, il tempo di vendere le aree e si potrà mettere la parola fine a decenni di storia dell’agricoltura terlizzese.

Ci ritroviamo perfettamente nelle parole dell’ex sindaco Di Tria che in consiglio comunale ha assunto una posizione ferma votando contro il provvedimento insieme a tutta l’opposizione. Il destino del Mercato di via Carelli poteva essere benissimo quello di un mercato polifunzionale, tutto destinato al mondo agricolo e ai consumatori, ma aperto al commercio al dettaglio come un “Farmer Market”, dove i produttori potevano vendere i loro prodotti a “kilometro zero” direttamente ai consumatori.

Invece, ha affermato Di Tria, si è preferito puntare sugli edifici residenziali per portare a compimento il progetto di chi vuole trasformare anche le aree adiacenti il mercato in aree residenziali, ai quali è stata recentemente dedicata una variante urbanistica “ad personam” per poter realizzare edifici per il commercio al dettaglio, modificando il Piano Regolatore che su quelle aree prevedeva solo edifici per il commercio all’ingrosso a servizio del mercato.

Durante la discussione in consiglio comunale ci sono stati momenti di fortissima tensione con la maggioranza anche durante l’intervento della consigliera Marisa Chiapparino, che non ha lesinato parole di fuoco verso il sindaco Gemmato e i suoi seguaci.

Non mancheremo di tenervi aggiornati sulle evoluzioni, tutt’altro che scontate rispetto alle decisioni adottate dalla sparuta maggioranza, che rischia di essere trascinata in tribunale per gli aspetti controversi di una vicenda tutt’altro che chiara.

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