Vino: consumi dimezzati in 30 anni, siamo al minimo storico e a Terlizzi si promuove il consumo consapevole

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Dallo scandalo del metanolo ad oggi i consumi di vino degli italiani si sono praticamente dimezzati passando dai 68 litri per persona all’anno del 1986 agli attuali 37 litri che rappresentano il minimo storico dall’Unità d’Italia nel 1861. E’ quanto affermano la Coldiretti e la Fondazione Symbola sulla base del Dossier ‘Accadde domani. A 30 anni dal metanolo il vino e il made in Italy verso la qualità’.

Il risultato è che la quantità di vino Made in Italy consumato all’interno dei confini nazionali è risultata addirittura inferiore a quella nel resto del mondo. In Italia si beve meno, ma si beve meglio con il vino che si è affermato nel tempo come l’espressione di uno stile di vita “lento” attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi in alternativa agli eccessi. In Italia si stima la presenza di 35mila sommelier, ma un numero crescente di giovani ci tiene ad essere informato sulle caratteristiche dei vini e cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo, dalle strade alle città del vino,  che è una realtà consistente in Italia dal 1994, quando intorno a “Cantine aperte” nacque un movimento che oggi registra circa 3 milioni di turisti l’anno, per un giro d’affari che si attesta intorno ai 4 miliardi.

Il 73% dei consumatori di vino lo bevono in casa, prevalentemente durante i pasti, apprezzando in otto casi su dieci più il vino rosso rispetto al bianco o alle bollicine che invece sono preferiti da chi lo consuma fuori casa per il 62%, secondo una recente indagine dell’Osservatorio vino dalla quale emerge che cresceranno di oltre l’8% i consumi di vino al ristorante nei prossimi due anni, per lo più al bicchiere, dove avranno la meglio le etichette locali o regionali per il 94,5% dei consumatori.

Abbiamo chiesto alle enoteche locali quali siano i vini più apprezzati dai terlizzesi e come si sta evolvendo l’approccio al consumo dei vini da parte dei terlizzesi?

12079583_1774524776108191_4201095571653408881_nMarialba Guastamacchia – Enoteca Mirò: Osservo costantemente le vendite e il consumo del vino nella mia enoteca e posso certamente affermare che il terlizzese predilige il vino rosso, fruttato e strutturato, caldo al palato con tannini morbidi, giovane o riserva che sia, per via della storia gastronomica della nostra città legata ai prodotti della terra e a piatti a base di carne. Tra i vini pugliesi spicca senza dubbio il primitivo, ormai conosciuto in tutto il mondo e per questo molto richiesto, tuttavia il cliente si lascia guidare nella scelta del vino e sempre più spesso preferisce vitigni meno famosi ma più ricercati come il susumaniello e la malvasia nera. Tra i rossi non pugliesi, l’aglianico del Vulture è quello più gettonato. Noto con piacere che il cliente, anche giovane, nell’approccio al vino, sfuso o imbottigliato, non solo è interessato a capirne le caratteristiche intrinseche, ma è anche attento alla tracciabilità delle uve per conoscere con chiarezza e semplicità le storie dei vini e dei vignaioli, piccoli o grandi, che lavorano con passione autentica preservando quanto di buono e di bello c’è nelle nostre campagne.

10917279_802825326460329_7626120978765502623_nRoberto Auricchio – PerBacco Enoteca: Quelli più apprezzati sono i rossi, quasi sempre pugliesi , moderatamente morbidi non eccessivamente invecchiati, scarsa propensione all’assaggio di cose nuove se non sotto mia tortura ma conseguente convincimento. L’approccio si evolve verso i prodotti naturali, bio o da coltura attenta, sicuramente non per amore di madre terra ma per una questione di moda, naturalistica, dettata dai media. Devo dire che il palato si sta effettivamente raffinando, specialmente tra le persone che partecipano agli eventi promossi per le degustazioni guidate che da noi vengono organizzate per avvicinare il consumatore alle peculiarità di ogni singola etichetta.

La domanda sostenuta di vini di produzione locale ha spinto la nascita a livello regionale di numerose realtà per favorirne la conoscenza, la degustazione e l’acquisto. Sono molte le aziende vitivinicole che aprono regolarmente o in speciali occasioni le porte ai visitatori per far conoscere la propria attività con i metodi di produzioni dal vigneto alla cantina.

vino_vigneti_botteSono oltre 1000 i produttori di vino certificati che fanno parte della rete di vendita diretta di Campagna Amica attraverso punti vendita e mercati degli agricoltori dove vengono offerti vini locali a chilometri zero.

 

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