Pasta: Coldiretti, è ora di scrivere in “etichetta” che è fatta con “grano messicano”

12729173_1646728482254942_5450722106038063761_n

In soli 7 mesi è stato scaricato a Bari 1 milione di tonnellate di grano duro straniero e contemporaneamente i prezzi del grano pugliese sono crollati del 35 per cento rispetto allo scorso anno, da 36 a 24 euro al quintale, su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro del granaio Italia.

Ora ci auguriamo che venga anche scritta in etichetta l’origine messicana del grano utilizzato per produrre la pasta e dare ai cittadini la possibilità di fare scelte di acquisto consapevoli.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli ultimi risultati delle analisi del grano, sul quale era stata rintracciata nel campionamento effettuato dal Corpo forestale dello Stato nel porto di Bari ‘un’indicazione di micotossina’, a cui sarebbe seguita, come annunciato, un’analisi più approfondita effettuata in laboratorio che ha dato esito negativo.

Macaroni

“Ringraziamo il Corpo Forestale dello Stato della Puglia per la stretta sui controlli che auspichiamo continuino incessanti e tutte le forze dell’ordine per l’attività di presidio che quotidianamente svolgono che – sottolinea la Coldiretti Puglia – ci ha permesso di scoprire i vorticosi traffici di grano che da Paesi lontani giungono in Puglia per produrre pasta “Made in Italy”. Ormai – precisa la Coldiretti – un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza farlo sapere ai cittadini che potrebbero voler sostenere la produzione regionale che invece a causa della concorrenza sleale rischia di scomparire.

Come già stiamo facendo con le più grandi industrie del settore siamo pronti – sostiene la Coldiretti – a collaborare con tutti coloro che vogliono valorizzare il grano, il territorio e il lavoro della Puglia a sostegno dell’economia locale.

Vanno affrontate una volta per tutte in maniera drastica tre storture fondamentali che condizionano fortemente l’andamento del settore, quali l’assoluta mancanza di norme che regolano il mercato mondiale, come l’etichettatura di origine obbligatoria e la tracciabilità delle produzioni, le importazioni speculative e il divario dei prezzi corrisposti alla produzione rispetto al consumo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...