Ospedale Sarcone, Emiliano: non ci sono ospedali che chiudono!

 

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La pressione mediatica e la strumentalizzazione politica sulla vicenda sanità, è alle stelle, chi urla alla chiusura e chi ne approfitta per i comizietti propagandistici, chi con striscioni e chi con appelli all’adunata, tutti per trarne visibilità senza cognizione di causa.

Tutti parlano, tutti fanno previsioni, tutti nella trappola della totale inconsapevolezza, così, il Presidente della Regione Puglia Emiliano, convoca tutti i sindaci e li appella alla responsabilità sulla base di elementi di indiscutibile valore per un futuro migliore, quindi alla fine della riunione ha comunicato a tutti la seguente nota, che chiarisce l’azione in atto.

Ci auguriamo che la nostra classe politica possa collaborare alla costruzione di una prospettiva migliore per il nostro ospedale piuttosto che fare battaglie populistiche e dannose allorquando con azioni tardive, per quattro lunghi anni di totale assenza dallo scenario sanità si fanno proclami faziosi che ai cittadini non interessano.

“Abbiamo organizzato una grande consultazione dei Sindaci e delle parti sociali sul Piano di riordino ospedaliero che non ha precedenti nella storia della sanità pugliese. Un’assemblea qualificata, durata diverse ore, durante la quale abbiamo completato la gigantesca istruttoria – cominciata molte settimane fa – che ha consentito a tutti di avere occasioni strutturate di ascolto, collettive e individuali, ai fini della definizione del Piano di riordino. Un approfondimento simile, così partecipato e trasparente, in Puglia non era mai avvenuto.

La riflessione ha riguardato quali ospedali dobbiamo considerare di base e quali di primo livello (mentre su quelli di secondo livello, cioè i più grandi e strutturati, non ci sono dubbi perché restano essenziali nel percorso immaginato dal Ministero). Se un ospedale è dichiarato di primo livello senza però avere le strutture previste, noi rischiamo di determinare una condizione di imprudenza e responsabilità di tutto il sistema con riferimento al mancato rispetto dei parametri previsti. Il primo livello è dunque un cammino verso il quale far tendere tutte le strutture ospedaliere.

Ricordo che il Ministero della sanità, per legge, ci chiede di diminuire il numero delle strutture ospedaliere e di fare una conversione in strutture di natura diversa, soprattutto territoriale. Questa conversione viene rappresentata erroneamente come chiusura degli ospedali, ma non è così. Può essere un’opportunità. Tutti i luoghi da riconvertire avranno infatti priorità nell’investimento dei fondi Fesr (400milioni di euro per ristrutturare la medicina del territorio).

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Il processo è in continuo divenire, e credo che questo grande lavoro di condivisione delle scelte sia necessario per gestire una simile complessità.”

Dichiarazione del Presidente Emiliano 

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