Tutto il Mondo è Teatro, con “Shakespeare vive” le scuole locali potranno partecipare

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Ecco alcune parti del discorso del primo ministro David Cameron al Parlamento del Regno Unito, per presentare le celebrazioni del 400o anniversario della morte di William Shakespeare.

“Shakespeare lives: this year’s 400th anniversary of the death of W. Shakespeare on April 23rd, is not just an opportunity to commemorate one of the greatest playwrights of all time. It is a moment  to celebrate the extraordinary ongoing influence of a man who – to borrow from his own description of Julius Caesar –doth bestride the narrow world like a Colossus.”(Il 23 Aprile 2016,400moanniversario della morte di William Shakespeare, non è solo una opportunità per commemorare uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi. È una occasione per celebrare la straordinaria crescente influenza di un uomo che, “sovrasta lo stretto mondo come un Colosso” per dirla con le parole che Shakespeare usa per descrivere Giulio Cesare, nell’opera omonima.

E poi: “He lives today in our language, our culture and society – and through his enduring influence on education.”(Egli vive nella nostra lingua, cultura e società e tramite la sua persistente influenza nel campo dell’istruzione”.

Non è per caso che Cameron abbia esordito con queste parole, invitando il mondo intero a partecipare alla commemorazione di un genio la cui fama è universalmente riconosciuta da tutti. E lo ha fatto con solennità e abilità,doti che dovrebbero essere peculiari per chi ricopre ruoli istituzionali, ma soprattutto con sorprendente e competente analisi dei fatti linguistici, culturali ed educativi presenti nelle opere scespiriane. Vale appena la pena di sottolineare la eredità che il Bardo ha lasciato per quanto concerne l’uso di mezzi espressivi innovativi come costrutti grammaticali, strutturali e lessicali. Egli ha contribuito ad arricchire il vocabolario e la fraseologia idiomatica della moderna lingua inglese che risente ancor oggi della sua influenza.

“Shakespeare vive”è un programma globale di attività ed eventi per mettere in luce la statura universale di Shakespeare e la duratura influenza delle opere e del suo pensiero come risorsa educativa per incentivare l’alfabetizzazione in tutto il mondo.

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Basti pensare alla famosa storia d’amore di “Giulietta e Romeo”, alle commedie brillanti  “le allegre comari di Windsor”oppure alle grandi tragedie “Macbeth” “Otello” ecc., per comprendere la sconfinata immaginazione e creatività di un uomo la cui eredità e influenza investono il campo letterario e  artistico nel senso più ampio del termine e parlano un linguaggio universale accessibile a tutti.

Sicuramente si tratta di una iniziativa encomiabile, poiché Cameron ha coinvolto il Parlamento allo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza di William Shakespeare e delle sue opere ed ha invitato il mondo intero a commemorare la vita e l’eredità del grande drammaturgo.

Questa sì che è coscienza, conoscenza e orgoglio delle eccellenze nazionali. dal momento che non sono solo le associazioni culturali ad interessarsi ma un popolo intero che si riconosce unito ed orgoglioso della propria cultura, delle proprie tradizioni e dei suoi figli che hanno particolarmente contribuito a renderla grande.

Il programma sarà coordinato dal British Council e chiunque potrà condividerlo attraverso i social, la visione di rappresentazioni inedite, film on line e mostre. Sarà consentita la partecipazione a laboratori didattici e dibattiti, come pure l’accesso a nuove risorse educative per migliorare la conoscenza della lingua inglese.

Non c’è che dire, questi inglesi ci sanno proprio fare, e poi hanno capito bene che l’arte paga, proprio come da noi che di artisti e magnifiche opere d’arte, certamente,non c’è penuria!!!

Sarebbe bello ed interessante che qualche scuola cittadina partecipasse a questo programma di attività, ovviamente con la collaborazione dei docenti e magari con il supporto dei nostri rappresentanti istituzionali che rendessero ufficiale l’iniziativa.

Chissà, anche un gemellaggio che potrebbe dare la possibilità a qualche scuola britannica di conoscere meglio e più da vicino un nostro grande personaggio.

In conclusione, come Shakespeare afferma: “all the world’s a stage” (tutto il mondo è teatro) così hanno fatto i Britannici nel coinvolgere tutto il mondo, all’incirca settanta nazioni sparse nel mondo.

A cura di Pasquale Malerba – Già Docente di Lingue e Letterature Straniere

Pasquale Malerba

 

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