Il nostro ARO rischia il commissariamento con gravissime conseguenze, ma nessuno ne parla

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Mentre nella nottata di giovedì, la carta è rimasta abbandonata nei bidoncini della 167 in attesa di un improbabile camioncino che non ha effettuato la raccolta, il porta a porta “spento” dell’amministrazione comunale è “partito” ieri in Viale dei Lilium.
Annunciato come momento epocale e rivoluzionario, esempio delle capacità amministrative di una politica che, a luglio 2015, aveva sbandierato la data del 1 novembre per l’avvio del cosiddetto porta a porta spinto, la raccolta differenziata, nella versione Gemmato, non ha neppure gli automezzi per partire.
Il 1 febbraio 2016 il servizio avrebbe dovuto essere attivo in tutta la città. L’amministrazione gongolava e, mentre dall’ARO giungevano notizie preoccupanti in merito alla lentezza dei lavori, coordinati dal suo Presidente nonché sindaco di Terlizzi, cittadinanza e opposizioni manifestavano in anticipo le loro perplessità.
La storia di questi giorni ha dimostrato che l’amministrazione comunale ha disatteso completamente gli impegni sottoscritti con i suoi cittadini e che, non ha saputo che scaricare su SANB – la società costituita dai sindaci dell’Aro e dal suo presidente – le colpe di un fallimentare ritardo.

Il 12 febbraio scorso, dovendo giustificare la propria clamorosa marcia indietro e l’avvio al rallentatore della raccolta porta a porta, l’amministrazione ha dichiarato che la partenza a scaglioni era dovuta alla mancanza di automezzi in possesso di Asipu, società che, con ordinanza sindacale del 28 novembre 2015, è diventata la nuova affidataria del servizio nel Comune di Terlizzi.

Ma l’Amministrazione ha aggiunto incautamente dell’altro. Ha dichiarato infatti che, pur essendo nella disponibilità dei comuni dell’Aro, la cifra necessaria all’acquisto dei succitati automezzi, la somma non è spendibile perché “Sanb, l’azienda creata per gestire il ciclo rifiuti in maniera centralizzata in tutte le città dell’ambito, ad oggi resta ancora un’azienda fantasma”.

Si tratterebbe di una affermazione dai gravi aspetti autolesionisti, che meriterebbe immediate verifiche da parte dei dirigenti regionali, i quali, una volta per tutte, dovrebbero prendere atto delle inadempienze di chi ne è responsabile e commissariare l’Aro, scongiurando i rischi di penalizzazioni e multe milionarie a danno delle popolazioni dei 5 comuni dell’Ambito.
Se SANB, al 12 febbraio 2016, restava infatti un’azienda fantasma, non si comprende perché a livelli amministrativi superiori fingano ancora di non sapere. Né si comprendono le motivazioni per cui i Sindaci degli altri comuni, sempre che non si ritengano ugualmente responsabili del clamoroso flop, non abbiano deciso di sfiduciare Gemmato per palese incapacità gestionale.

Una cosa è certa, nonostante l’Amministrazione comunale abbia provato ad attribuire a Sanb il risultato della propria inettitudine, i ritardi della società che dovrebbe gestire la differenziata nei nostri 5 comuni vanno attribuiti ai Sindaci dell’Aro e, più di ogni altro, al suo Presidente coordinatore.
Chi sono infatti i proprietari di Sanb se non i comuni dell’Aro rappresentati dai loro Sindaci? E a chi compete, se non a questi, il potere di controllo e indirizzo sulle decisioni di Sanb?

Non vi è dubbio che, mentre spezzoni di uno stentato spot elettorale vanno in onda, quartiere per quartiere, fra le lamentele dei cittadini, che, da novembre, stanno pagando un tributo ingiusto per un servizio mai erogato, la gestione Gemmato del nostro Ambito di raccolta ottimale presenta, dopo 4 anni, un bilancio assolutamente negativo. Lo ha affermato egli stesso, attraverso i suoi amministratori, dicendo che Sanb è un’azienda fantasma.
La decisione più giusta per le popolazioni dei nostri comuni, al fine di evitare nuovi e insostenibili aumenti della tariffa per lo smaltimento rifiuti, sarebbe quindi il commissariamento dell’Aro e la destituzione del suo Presidente.

I funzionari regionali dovrebbero intervenire subito a meno che non vogliano restare i soli a credere agli annunci di una rovinosa propaganda e all’inopportuna decisione di avviare il porta a porta sul nostro territorio, ben sapendo che Asipu non aveva gli automezzi per garantire il servizio e che Sanb – la sua società! – ancora languiva per i tanti ritardi imputabili all’incapacità di chi aveva il dovere di accelerare la sua entrata a regime.

Dietro quali paraventi di menzogne correranno a nascondersi ancora i responsabili reali di questa ennesima débacle amministrativa?

Chi ci risarcirà, alla fine, per i danni di un dissesto politico che dura ormai da quattro anni e che affligge tutti i settori della vita economica e sociale della nostra città, abbandonata a se stessa, anche dagli organi superiori di controllo che fanno finta di non sapere?

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QUESTA E’ SCARSA COMPETENZA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI, CHE ALCUNI PERSONAGGI POLITICI FANNO PASSARE PER INCIVILTA’, TERLIZZI E’ STATA SEMPRE AVANTI IN TEMA DI CIVILTA’ E INNOVAZIONE.

DA QUALCHE ANNO E’ FANALINO DI CODA.

 

 

 

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