La Sinistra terlizzese si mobilita in un incontro di riorganizzazione a Bitonto, Giovedì 11 febbraio

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Altro che rottamazione! Il PD di Renzi preferisce l’usato sicuro.

I buoni auspici propagandati alla nascita del Partito Democratico sono da tempo superati. Noi l’abbiamo chiamata “mutazione genetica”.

I Ds e la Margherita fusi tra loro non sono più il Partito Democratico ma sono ormai il Partito della Nazione sia a livello nazionale che a livello locale.

Non bastava governare il Paese con Alfano, Schifani, Formigoni del Nuovo Centro Destra. I sedicenti eredi di Berlinguer e di Moro governano (e spesso hanno una maggioranza) grazie ai voti del ex dirigente del Popolo delle Libertà e poi di Forza Italia Denis Verdini e del suo gruppo “ALA”.

Ma il disegno renziano di fare del PD un Partito Demografico appunto, con il Partito della Nazione, non si discosta molto pensando alle grandi aperture del gladiatore Michele Emiliano. L’attuale Presidente della Regione Puglia infatti, che da sempre gioca a braccio di ferro con Renzi ha migliorato la ricetta della salsa fiorentina.

Per questo motivo non dobbiamo meravigliarci se il Sindaco di Bisceglie Spina (Centro Destra) fa istanza per iscriversi al Partito Demografico pugliese assieme a quasi 400 biscegliesi che sono suoi assessori, consiglieri, funzionari del Comune, amici, parenti e conoscenti.

Non meraviglia più se il fratello di Gero Grassi esce dal PD, con una lista civica contribuisce alla vittoria del Sindaco di Centro Destra e, a ridosso del Congresso Regionale del PD torna ad essere un iscritto di quello stesso partito suscitando l’autosospensione del segretario cittadino Barile e del consigliere Sigrisi (e De Chirico no?).

E che dire dei siciliani che subito dopo l’uscita dal carcere di Totò Cuffaro (dove ha scontato 4 anni e 11 mesi per favoreggiamento alla mafia) hanno pensato bene di iscriversi in massa al PD siciliano?

Questi ed altri non sono casi isolati. Questi fatti sono uno schema preciso che si è scelto. Appare fin troppo chiaro che qualcuno possa aver voglia di migrare verso un partito “potente” ma non è per nulla condivisibile la disponibilità se non la sollecitazione che viene fatta a costoro dai dirigenti del partito. Cosa centra questa roba con Berlinguer e Moro?

La risposta a tutto questo non può essere l’allontanamento dalla politica perché non farebbe altro che incentivare tali derive. Noi crediamo alla politica e ai partiti così come sono descritti nella nostra Costituzione.

Il popolo della sinistra che si è riconosciuto inizialmente nel PD e che ora è allo sbando non può accettare questo stato di cose.

Crediamo sia ora di riappropriarsi della capacità, del diritto, della libertà di pensare e agire il futuro per ridare significato e senso a una parola indispensabile per pensare di nuovo la politica. Riaprire il futuro significa riaprire il tempo della politica.

Incontriamoci giovedì 11 febbraio a Bitonto, alle ore 17,30, nella Sala del Torrione (ingresso del borgo antico) per parlare con Guglielmo Minervini di

1) processo di costruzione del nuovo soggetto politico;

2) rapporti con Regione, Gruppo e Giunta Regionale.

Coordinamento Sinistra Terlizzi

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