Coldiretti: basta frodi nel settore olivicolo, subito la legge sui reati alimentari

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Diciotto imprenditori sono stati denunciati, dovranno rispondere di commercio di sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dalla legge. La colorazione, con il fine di nascondere i difetti delle olive, avveniva utilizzando sia la clorofilla ramata sostanza alimentare classificata dalla UE come colorante E141, procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea, sia il solfato di rame particolarmente nocivo alla salute umana. In molte aziende è stata accertata la presenza e l’utilizzo del colorante clorofilla ramata nei locali di produzione, in altri casi è risultato fondamentale il campionamento delle olive effettuato dai forestali.

“E’ una vergogna che proprio in Puglia, la terra dell’olio e delle olive per antonomasia, alberghi la lobby del malaffare, della contraffazione e della sofisticazione che ‘sporca’ l’immagine del vero extravergine di oliva, ingannando i consumatori e togliendo reddito agli olivicoltori.

In poche ore il sequestro di oltre 10.000 kg di olive da tavola colorate e pericolose per la salute e di oltre 2.000 tonnellate di olio extravergine di oliva falsamente fatturato italiano è la riprova che, purtroppo, spesso sono proprio alcuni soggetti pugliesi della filiera olivicola olearia senza scrupoli a ‘drogare’ il mercato dell’olio extravergine di qualità ‘made in Italy’, spacciando oli di dubbia provenienza e genuinità come 100% italiano con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori, per non parlare dei rischi per la salute pubblica.

E’ urgente la completa applicazione delle norme già varate con la legge ‘salva olio’, la n. 9 del 2013 e l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”.

Esprime preoccupazione per gli ormai quotidiani sequestri di olio e olive e al contempo il plauso alle forze dell’ordine il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia delle operazioni antitruffa condotte dagli agenti della Forestale del Comando Regionale per la Puglia e dall’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, coordinato dalla Procura della Repubblica di Trani, in collaborazione con la Guardia di Finanza.

“Ecco spiegato come mai – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia siano cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate.

Gli oli stranieri vengono importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per l’ottenimento di blend con oli regionali. Di fronte al moltiplicarsi di frodi con le indagini che hanno coinvolto anche grandi gruppi per olio di bassa qualità venduto come extravergine o quello straniero spacciato per italiano  – continua Corsetti –  bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del ‘made in Italy’ agroalimentare”.

Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere serve a riempiere barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come Made in Italy”.

Il consiglio della Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergine a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.

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