Tesseramento PD: Terlizzi come Bisceglie, “Refugium Peccatorum”

 

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Querele e avvisi di garanzia tra compagni di partito, una politica che guarda solo al potere. 

In questi giorni ha fatto scalpore il tesseramento in massa a Bisceglie di oltre trecento sostenitori del sindaco Francesco Spina, in gran parte provenienti dal centrodestra e con cariche politiche di rilievo nell’amministrazione di destra che da anni governa la città.

Ne è nata una accesa polemica tra il parlamentare terlizzese Gero Grassi (che pare abbia contribuito al traghettamento dei nuovi tesserati) e il deputato Francesco Boccia,presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e autorevole esponente biscegliese del Partito Democratico, che ha fortemente criticato l’operazione di transumanza da destra a sinistra, che ha bollato come “degenerazione politica” .

Il PD a Bisceglie è infatti all’opposizione dell’amministrazione Spina e non si capisce come possa essere conciliabile l’opposizione in consiglio comunale con la coabitazione nello stesso circolo Dem biscegliese. C’è da dire che il PD di Bisceglie nelle elezioni regionali della primavera scorsa aveva tollerato l’aperto sostegno di Spina ad Emiliano, ora però con l’assalto delle 360 nuove tessere il circolo è stato commissariato e si andranno a verificare le compatibilità degli iscritti con le regole statutarie del Partito Democratico, ma l’epilogo sembra già scritto, tutti dentro nel segno del “Partito della Nazione”.

A Terlizzi, invece, è stata una sola tessera a provocare un terremoto, quella di Michele Grassi, già espulso dal PD nel 2012, ma determinato a rientrare nel partito del fratello parlamentare e a dare il suo “contributo” per le amministrative dell’anno prossimo, quando Gemmato terminerà il suo mandato e il centrosinistra dovrà tentare la risalita in Municipio.

La tessera di Grassi ha prodotto l’autosospensione dei due consiglieri comunali Aldo Sigrisi e Franco Barile che è anche segretario cittadino del PD, determinati a restare fuori fino a quando non sarà intervenuta la Commissione di Garanzia del Partito.

A Bisceglie come a Terlizzi, l’obiettivo di certi politici è quello di arrivare al potere, stringendo alleanze con chiunque, pure con quelli che fino al giorno prima militavano sul versante opposto.

Anche a Terlizzi l’epilogo sembra già scritto, tutti dentro al PD, dimenticando il passato di Grassi e dei suoi uomini, responsabili della caduta dell’amministrazione di centrosinistra nel 2011 e determinanti nell’elezione del sindaco di Fratelli d’Italia nel 2012, quel Ninni Gemmato che oggi detestano, ma che rischia di essere rieletto nel 2017 se i due fratelli continueranno nella loro azione di demolizione di ciò che resta del PD terlizzese, frammentato e dilaniato al suo interno.

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A riprova di quanto sosteniamo c’è la notizia di un avviso di garanzia all’ex sindaco e ex PD Vincenzo Di Tria, all’ex assessore Santina Mastropasqua e al segretario cittadino Franco Barile, querelati da Gero Grassi per aver commentato con un manifesto pubblico e sui social-media la notizia della famosa trasmissione REPORT sugli assegni staccati da Lusi (il cassiere della Margherita) e indirizzati anche al parlamentare terlizzese.

Ma di questa vicenda parleremo un’altra volta e in maniera più approfondita.

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