I Caduti in Guerra, unico segno di grandezza nella Piazza del borgo antico

Caduti

Ai Caduti.

328 è il numero dei soldati terlizzesi morti ammazzati durante il primo conflitto mondiale. Era il 1921 quando anche Terlizzi poté sfoggiare la propria lapide commemorativa. Infatti in tutta Italia sotto la spinta della retorica, non solo fascista, della “vittoria mutilata” iniziarono a spuntare nelle piazze lapidi e statue recanti i nomi dei soldati morti “per la patria”, una modalità che secondo Vittorio Emanuele III avrebbe placato gli animi degli italiani. La storia dimostrerà che si sbagliava.

Lo scatto di Tempesta ci porta a quel giorno del 1921 quando fu inaugurata la lapide. Siamo in Piazza Cavour, la Torre delle Clarisse è tappezzata di corone, coccarde e nastri tricolori. In piedi, sotto la lapide c’è il garibaldino Cipriani, pluridecorato che impugna un moschettone. A sinistra, sopra la folla di curiosi che guardano probabilmente stupiti la macchina fotografica, c’è una inquietante scritta che inneggia a colui che, tra qualche anno, diventerà il dittatore italiano per antonomasia e porterà l’Italia al secondo conflitto mondiale, rendendoci responsabili di chissà quanti milioni di morti.

La lapide è rimasta lì, incastonata nella Torre delle Clarisse, per quasi novant’anni. Poi in un bel giorno d’agosto del 2009, dopo esser stata restaurata, è stata divisa in tre parti e ricollocata ai piedi del monumento ai Caduti. La scultura in bronzo del molfettese Guido Cozzoli inaugurata il 25 settembre 1923.

La scelta di ricollocare la lapide ha suscitato nei terlizzesi il solito fermento. Probabilmente la scelta fu dettata dall’esigenza di concentrare in un solo luogo il ricordo di quell’immane tragedia. Ma, c’è sempre un ma: è come se, per ipotesi, si decidesse di spostare il Colosseo al centro del Circo Massimo, perché son dello stesso periodo storico. Assurdità di una Terlizzi che fatica a valorizzare ciò che ha, cercando artificiosamente di costruirsi un nuovo look.

caduti oggiE sotto l’infinita ricerca di un “nuovo look” o “re-styling” (è il termine ufficiale usato dal Comune, trattino compreso) siamo arrivati al luglio 2015. La foto di Sabino Vendola ci mostra il nuovo volto della piazza. Nulla di stratosferico e sconvolgente. Due faretti, due chianche per non sporcarsi le suole quando si vanno a deporre le corone, quattro palme e qualche fiore che di tanto in tanto secca. Ma siamo sempre lì, punto e a capo. Il voler a tutti i costi lasciare un segno tangibile della propria presenza come capo della comunità, senza mai creare nulla di nuovo, ma rimaneggiando e “re-stylizzando” le preziose testimonianze del nostro passato. Ovviamente le intenzioni saranno buone e legittime, ma in comune non c’è mai stato (e non ci sarà mai) un Napoleone che deve a tutti i costi lasciare il segno della sua grandezza. C’è poco da scherzare.

Dimenticavo, qualche metro più in là è stato appena installato uno dei varchi della nuova Ztl, quella senza transenna e con le telecamere per intenderci. Chi scrive è contrario per principio all’uso di ausili per il controllo a distanza, ma il mondo non va come vorrei e quindi mi adeguo. Forse per valorizzare la piazza non bisogna aggiungere nulla, anzi bisogna sottrarre qualcosa. Invece di raccoglier firme per modifiche di comodo e per gli amici, sarebbe utile eliminare le auto per sempre, rendendo tutta piazza Cavour e piazza IV Novembre zona pedonale. Nulla di scioccante per il traffico urbano, ma una svolta epocale per la Terlizzi del futuro.

A cura di arcilatorredibabele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...