Avvisi di garanzia, bocciatura mutamento zona artigianale, sottopasso viale dei Lilium e raccolta rifiuti porta a porta: sono criticità gestionali

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Una lente di ingrandimento sui disastri della città, con grande professionalità ne parla il concittadino Dr. Vito Ruggieri, già Segretario Generale del Comune di Andria.

Un comunicato stampa “Dal Palazzo di Città”, pubblicato sul mensile cittadino di novembre-dicembre 2015, nel rivendicare l’impegno trasparente e costruttivo della civica amministrazione, epigrafa  come “catastrofista ed inquisitorio”  il ruolo di quanti ravvisano di esercitare il diritto-dovere di partecipazione, anche mediante la confutazione delle disfunzioni amministrative, senza velleità e super partes, con il precipuo intento di contribuire a migliorare l’azione, spesso inconscia, degli amministratori e dei responsabili della gestione.

A tal fine, avverto l’esigenza di fare chiarezza su alcune criticità amministrative con onestà intellettuale.

Avvisi di garanzia

La notizia non ha fatto scalpore. Tuttavia, il Sindaco e quasi tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno ricevuto un avviso di garanzia per il reato di abuso d’ufficio.

L’imputazione concerne l’adozione della variante  urbanistica per la tutela delle peculiarità paesaggistiche di una parte del territorio del Borgo di Sovereto.

Né il dirigente tecnico, né la sfera politica hanno valutato che la costante prassi delle varianti urbanistiche, risalente ad epoca remota, non sia, pacificamente, conforme alla legislazione sopravvenuta a quella vigente al tempo di adozione del PRG, di fatto caducato per inadeguatezza ed altre ragioni giuridiche, di cui mi sono occupato in altra occasione.

Stupisce la concordia delle forze politiche nella variazione di una parte del territorio di Sovereto, che interessava il titolare di una posizione giuridica protetta  dalla legge, a prescindere dall’intrinseco valore paesaggistico del provvedimento, il quale non poteva rimanere insensibile di fronte all’ablazione dell’acquisito diritto ad edificare.

Sconcerta la sottovalutazione burocratica e politica della scontata reazione dell’impresa proprietaria del suolo sottoposto, ex abrupto, al vincolo di inedificabilità.

E’ sorprendente che la prassi delle varianti urbanistiche ad personam e, nella fattispecie, contra personam, sia il metodo esclusivo del governo del territorio, pur nella vigenza legislativa di un nuovo strumento urbanistico generale, denominato piano urbanistico generale, in acronimo P.U.G., che può agevolare la soluzione di specifiche problematiche, qualora rispondenti ad un interesse collettivo di riordino  e di sviluppo del territorio.

Bocciatura mutamento zona artigianale

Finalmente è arrivato il verdetto sulla complicata problematica della zona artigianale.

Il servizio Urbanistica della Regione Puglia ha inequivocabilmente sancito che la zona artigianale non sia “suscettibile di applicazione delle disposizioni legislative regionali con riferimento ai mutamenti di destinazione d’uso degli immobili da produttivo a residenziale”, come specificatamente ipotizzato nella proposta di deliberazione, che venne presentata nel chiostro delle clarisse non meno di un anno fa.

Le mie eccezioni , in tale occasione, peraltro anche propositive, furono oggetto di censure da parte dei tecnici e della politica.

L’occasione mi legittima a ribadire che non è ulteriormente differibile l’adozione del PUG per il governo e lo sviluppo armonico del territorio,ove si vogliano prevenire rischi giudiziari di varia natura.

E’ plausibile, infatti, che ove il consiglio, avesse adottato la proposta deliberativa, da me contrastata, relativa alla trasformazione urbanistica della zona artigianale, i suoi componenti favorevoli alla variazione , avrebbero ricevuto un altro, più grave avviso di garanzia per abuso d’ufficio.

Mi sia consentito di ritenermi gratificato dalla mia opposizione al provvedimento scellerato, che avrebbe prodotto profondo turbamento nell’ambiente comunale e nei cittadini interessati o meno.

Sottopasso viale dei Lilium

Non è confutabile che la comunità terlizzese abbia perso, il finanziamento europeo di oltre sei milioni di euro, previsto dalla pregressa programmazione regionale 2007-2013 per la costruzione del sottopasso viale dei Lilium.

Non è dato sapere se la colpa sia dell’amministrazione in carica, di quella uscente o di entrambe. Non è da escludere che, ove utilizzato il decaduto finanziamento, la comunità avrebbe potuto fruire di ulteriori risorse economiche europee per la realizzazione di altre infrastrutture. Né è pacifico che non possano emergere danni erariali per colpa del dissidio   tra le amministrazioni che si sono succedute pro-tempore, dovuti ad azioni omissive o commissive dell’uno o dell’altro schieramento amministrativo. Ovviamente, l’ipotesi prospettata potrà essere accertata, solo, a seguito di verifiche ispettive e/o di accesso agli atti di cittadini, a cui sta a cuore il bene comune.

Del resto, l’assessore regionale Giannini, in occasione dell’assemblea del PD di Terlizzi, dichiarò di aver proposto l’inserimento del finanziamento del sottopasso nella programmazione 2014-2020.

Siamo, ancora, nella fase preparatoria, per cui non si tratta di avvio del procedimento o di cantierizzazione dell’opera. Come suol dirsi: “fra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”.

Non ci resta che sperare che non intervengano nuovi dissidi politici, pregiudizievoli per la costruzione dell’agognato sottopasso.

Raccolta rifiuti porta a porta

Gli organi comunali dovrebbero ben specificare il costo della raccolta differenziata porta a porta, le ragioni dell’enorme aumento della tassa e le eventuali misure in corso per trasformare i rifiuti in risorsa economica, in modo da alleviare il peso fiscale.

Non mi sembra che la costituzione di una società per azioni, ancorché pubblica, sia adeguata a ridurre i costi, ove si tenga conto dei disastrosi risultati delle aziende partecipate,  di cui si sta occupando il Governo nell’eliminarle.

Il comune avrebbe fatto cosa giusta ed illuminata, qualora avesse preteso forme associative di gestione dei rifiuti più snelle, efficienti ed economiche, anche in opposizione al disposto regionale.

Concludo, per non tediare più a lungo il lettore, rappresentando che una saggia amministrazione dovrebbe incentivare la partecipazione, l’inquisizione ed, anche, il costruttivo catastrofismo dei cittadini, che ne hanno il diritto ed il dovere, per contribuire a rendere l’azione amministrativa preordinata a tutelare l’interesse generale del buon governo.
Se la politica non fosse intesa come faziosità, ma rispettasse l’etimologia della parola, che sta per “etica della polis” ci sarebbe più collaborazione tra le opposte forze politiche e tra queste e i cittadini, cioè un’ azione coordinata per lo sviluppo economico e sociale della città.

A cura del Dr. Vito Ruggieri

Dr. Vito Ruggieri

Dr. Vito Ruggieri

 

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