In nome del popolo “terlizzese” la Corte dei Conti condanna la Censum, il comune tace

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La sezione giurisdizionale regionale per la Puglia della Corte dei Conti, nella remota data del 26 maggio 2015, decise di condannare la Censum spa, già incaricata della liquidazione e gestione dei tributi, produttiva di gravi e reiterate turbative al popolo terlizzese, a risarcire il danno a favore del Comune di Terlizzi, per l’importo di euro 1.583.757,39 (unmilionecinquecentottantatre-milasettecento-cinquantasette,39) oltre la rivalutazione monetaria, interessi e spese legali.

La sentenza fu depositata nella segreteria della Corte dei Corte in data 23 luglio 2015 . Il primo impulso del cittadino alla notizia non può che essere gratificante. Giustizia è fatta ed il popolo terlizzese potrà godere del rimborso delle somme, che, nel tempo, gli sono state estorte con le cartelle pazze. Purtroppo, avverto che così non sarà.

E’, infatti, stupefacente che tale evento, costituente un successo giudiziale dell’ente e dei cittadini, non sia stato pubblicizzato dalla civica amministrazione. Neanche le forze politiche di opposizione hanno diffuso il positivo risultato del giudizio contabile, ancorchè per strumentalizzazioni politiche.

Personalmente, ne sono venuto a conoscenza per mera casualità, ne ho informato alcuni esponenti politici, che non hanno avuto remore ad ammettere la loro totale disconoscenza di un evento, così rilevante.

Addirittura, tali rappresentanti politici dichiarano che la comunicazione dell’esito della sentenza sia stata occultata dall’amministrazione comunale per non ben identificate motivazioni.

Ove fosse fondata l’accusa dell’opposizione, saremmo in presenza di una gigantesca violazione dei principi giuridici fondamentali del buon andamento dell’azione amministrativa, della trasparenza e della partecipazione del cittadino.

L’illiceità della condotta dell’amministrazione comunale assume maggiore gravità, ove si consideri che sia stato impedito ai componenti del consiglio “di avere sollecitamente tutte le informazioni necessarie all’esercizio del mandato” violando il combinato disposto dell’art. 43, comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali n. 267/2000, dell’art. 21 lett. e) dello Statuto del Comune e dell’art. 45, comma 3, del Regolamento, nella parte specifica su riportata.

Si tratta di azioni omissive da sottoporre alla valutazione degli organi di controllo governativi e giurisdizionali per accertare le ragioni di fatto dell’illecita condotta e per applicare le prescritte sanzioni di varia natura.

Non è dato, quindi, sapere quali azioni giudiziarie i competenti organi comunali abbiano adottato per recuperare il maltolto, riconosciuto dalla Corte dei Conti, ovvero se la loro inadeguata od omissiva condotta abbia già causato l’irrecuperabilità dell’ingente danno alla comunità, vanificando l’ineccepibile pronuncia dell’organo giurisdizionale contabile, che ha rigettato tutte le eccezioni e le pretese della società, la quale rivendicava la decurtazione di euro seicentocinquantamila, avendone ottenuto il riconoscimento dal giudice civile con un’opaca e sbrigativa ordinanza, di cui mi sono occupato in una precedente recensione.

Vale la pena di specificare al lettore che la pronuncia del giudice civile fu causata da un’avventata trattativa, intercorsa tra i rappresentanti del comune e della Censum, sfociata nella pregiudizievole perizia contrattuale, redatta dal Dr. Cocola, il quale, comunque, si limita ad annunciare le pretese creditizie della società senza valutazione di merito e di fondatezza, alla quale, purtroppo, fu attribuito valore negoziale.

A cura del Dr. Vito Ruggieri, già Segretario Generale del Comune di Andria

Dr. Vito Ruggieri

Dr. Vito Ruggieri

Un pensiero su “In nome del popolo “terlizzese” la Corte dei Conti condanna la Censum, il comune tace

  1. Ma nel 2012 e nel 2013, anni in cui la CENSUM non ha versato al Comune di Terlizzi le somme riscosse per suo conto, dei TRIBUTI LOCALI, al netto dell’agio , creando un grave danno all’intera popolazione Terlizzese ,,,,,, che cosa a fatto questa Amministrazione per il recupero del 1.600.000/00 di €uro, trattenuto impropriamente dalla CENSUM, con il tacito”non controllo dell’Ufficio Finanziario” ? Mi domando con il tempestivo recupero del suddetto mancato introito di 1.600.000/00 di €URO, il Comune dei Terlizzi, avrebbe generato questo maxi aumento della TASSA RIFIUTI sulla povera cittadinanza Terlizzese ????? Tanto noi a Terlizzi abbiamo una MUSA ISPIRATRICE del Primo Cittadino , che sa come ridurci in (RIFIUTI INDIFERENZIATI)!!!!!!!!!!! .Mi chiedo ancora una volta perchè il nostro Sindaco non ha ritenuto Costituire Parte Civile il Comune di Terlizzi nel processo in corso????? Concludo dicendo che Terlizzi non merita questo omertoso comportamento da parte di questa Amministrazione che ci governa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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