PD, un Partito in briciole

de chirico michelangelo

Lo spettacolo del consiglio comunale di ieri, con il solo capogruppo Michelangelo De Chirico seduto sui banchi di sinistra dell’opposizione, rende in tutta la sua crudezza il travaglio che il Partito Democratico terlizzese sta attraversando. Gli altri due consiglieri comunali del PD, Sigrisi e Barile, hanno disertato i lavori del consiglio, dopo i forti contrasti interni al Partito, dovuti al tesseramento di Michele Grassi, che dal PD era stato espulso nel 2011 per essersi candidato con il centrodestra nel 2012, venendo eletto.

Uno psicodramma tutto interno al PD da cui sono scaturite le autosospensioni di Aldo Sigrisi, del segretario cittadino Franco Barile e di numerosi membri del coordinamento facenti capo alle rispettive correnti, che si sono rivolti agli organi di garanzia del Partito per evitare che Michele Grassi torni membro del PD terlizzese.  Pare strano però che il circolo di Terlizzi, recentemente aveva tenuto iniziative pubbliche con Gero Grassi, il fratello parlamentare PD dell’indesiderato Michele, e tutto faceva pensare ad una ricomposizione delle lacerazioni del 2011, quando i Grassi furono tra gli artefici della caduta dell’amministrazione di centrosinistra.

La reazione delle due correnti interne al PD facenti capo a Sigrisi e a Barile è difficile da capire per chi non è avvezzo alle politiche interne al centrosinistra cittadino, fatto sta che a digerire la presenza di Michele Grassi nel PD resta la sola corrente che fa capo a Michelangelo De Chirico, l’unico che non si è autosospeso, probabilmente tra gli autori dell’indigesto tesseramento.

Michelangelo De Chirico resta così l’unico consigliere attivo del PD, l’unico presente nel consiglio di ieri e l’unico a rappresentare la linea del PD cittadino, lui che nel PD è approdato solo nel 2012, ma reduce da un esperienza di opposizione al centrosinistra guidato da Di Tria, una militanza che non gli ha impedito di farsi nominare da Sigrisi e Barile capogruppo del PD, dopo che Michele Berardi aveva rassegnato le dimissioni da capogruppo e da consigliere comunale per problemi di salute.

Ricordiamo che il gruppo consigliare del PD si è ridotto a 3 consiglieri dopo la fuoriuscita dell’ex sindaco Vincenzo Di Tria, che è andato via dal PD la scorsa estate sbattendo la porta, in aperto dissenso verso le politiche renziane, ma possiamo immaginare anche verso le recenti evoluzioni del partito terlizzese condotto da Franco Barile.

Il Partito Democratico di Terlizzi appare oggi come l’ombra di quello che fu al momento della sua fondazione, svuotato di tante personalità locali e dei tanti militanti che avevano visto nel PD il futuro della sinistra italiana, ma che gradatamente sono andati ad ingrossare le fila degli astensionisti o del Movimento 5 Stelle.

Gli scossoni di questi ultimi giorni non faranno altro che alimentare la disaffezione e la sfiducia verso un partito che si fregia di essere il maggior partito della città.

Siamo curiosi di vedere come evolverà la vicenda terlizzese, unico caso in Italia dove il segretario cittadino (che è formalmente il responsabile del tesseramento) si autosospende per una tessera data al fratello di un parlamentare, una specie di “Muzio Scevola” terlizzese, che prima concede o fa concedere la tessera e poi si autopunisce autosospendendosi.

 

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