La Cattedrale di San Michele Arcangelo tra storia e politica

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L’attuale Cattedrale neoclassica di S. Michele Arcangelo sorge sulla precedente Collegiata di S. Michele, eretta fra il 1236 e il 1387, che per circa sette secoli fu chiesa madre della città e, fino alla costruzione del Cimitero di S. Maria delle Grazie, il suo più importante sepolcreto.
Il duomo medievale fu eretto fra il 1236 e il 1387, ideato dal prestigioso arciprete Guaranno1, membro di un’antica e nobile famiglia normanna, erede di una già costituita signoria ecclesiastica di tipo feudale, e per oltre un trentennio, a partire dal 1226, indiscusso arbitro della vita politica, sociale e religiosa del paese. Egli, al fine di innalzare un grande e artistico tempio al santo patrono, l’Arcangelo S. Michele, ingaggiò i più noti architetti- scultori operanti in quel tempo nella zona, come il maestro comacino Gualtiero da Foggia, artefice dell’altare maggiore e del ciborio nella cattedrale di Bitonto e dell’ambone nel duomo di Bari, realizzatore probabilmente della Collegiata.
Tuttavia dell’antico edificio non è rimasto quasi nulla eccetto alcuni frammenti disseminati e incastrati in diverse fabbriche cittadine settecentesche e il portale a doppia ghiera ogivata, privo di protiro, con lunetta e architrave raffiguranti scene della vita e della morte del Redentore, firmato da Anseramo da Trani e ricomposto sul fianco della chiesa della Confraternita del SS. Rosario.
La maior ecclesia Sancti Angeli, istituzionalmente organizzata in una collegiata ricettizia di patronato laicale e officiata da un suo numeroso capitolo e clero, era un organismo architettonico di tipo basilicale a croce commissa (o latina), a tre navate con transetto e abside affrescata ricavata nello spessore murario di fondo alla navata centrale, e tre portali di ingresso sulla facciata principale a cuspide, rivolta ad occidente, alla pari di quasi tutte le coeve cattedrali romaniche pugliesi. La nave maggiore ed il transetto erano coperti da un tetto a doppio spiovente, sostenuto da un’armatura di capriate lignee a vista dipinte, che poi, nel seicento, furono occultate da soffitti intelaiati e dipinti. Le navatelle, più basse, con volta a crociera, erano coperte da un tetto ad unico spiovente. Nave e navatelle erano ripartite e legate fra loro da sei colonne di pietra, tre per lato sull’asse longitudinale, mentre il transetto, con funzione centrale di presbiterio, sopraelevato di pochi gradi sul pavimento dell’aula, era da questo diviso da due pilastri cruciformi di sostegno dell’arco trionfale e di quelli terminali delle navatelle. L’invaso spaziale della chiesa era illuminato da una serie di finestre bifore e monofore ricavate sulle pareti della navata centrale e del transetto.
A settentrione in adiacenza all’esterno del lato minore del transetto, era sita la Cappella del Sacramento, manifestamente più antica per struttura ed architettura, comunicante con la chiesa. Tale cappella era quasi certamente l’”Ecclesia Sancti Angeli” fatta costruire dal conte normanno Amico, signore di Giovinazzo e di Terlizzi, nel 1073, e non demolita in seguito all’erezione, fra il 1236 e il 1287, della Collegiata assurta a Chiesa Cattedrale il 27 settembre 1750, bensì inglobata in essa.
Nella parte postica del transetto, sulla sinistra, svettava un alto e robusto campanile, eretto nel 1516 da un maestro Stefano Palumbo, esemplato da quello di Trani, composto da quattro registri e dotato di quattro campane. La cripta era adibita a sepolcreto o conditorio dei sacerdoti e della comunità. Sulle navate laterali tra la fine del ‘500 e la metà del ‘600 si succedette l’erezione di cappelle devozionali.
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Il duomo medievale fu interamente demolito nel 1782. Due avvenimenti avevano sortito la necessità di costruire una nuova e più grande chiesa: l’elevazione della Collegiata a Cattedrale con la concessione della cattedra vescovile (6 novembre 1749) dopo sette secoli di controversie con la diocesi di Giovinazzo, da cui fino ad allora Terlizzi era dipesa; e il conseguito riscatto dalla feudalità, il 1770. Dinanzi alle indecisioni del Clero e del Decurionato e in seguito alle inasprite lotte tra i due partiti cittadini, dei “galantuomini” e dei “popolari”, circa la scelta del sito della nuova cattedrale, dispute protattesi per decenni, il 2 dicembre 1782 una fazione di coraggiosi, armati di scale e picconi, salirono sui tetti e diedero inizio allo smantellamento del duomo.
Cosicchè Mons. Michele Contenisi, vescovo di Giovinazzo e di Terlizzi, incaricò del progetto l’architetto Michelangelo Bonvino di Giovinazzo e il 9 marzo 1783 fu posta la prima pietra della nuova cattedrale.
L’edificio, dedicato il 28 aprile 1872, è frutto di un lungo travaglio durato novant’anni tra difficoltà finanziarie, enormi sacrifici del popolo e vari cambiamenti nei disegni progettuali. Presbiterio, coro, sacrestia, campanili ed ambienti capitolari sono realizzati su progetto dell’ingegnere Giacomo Loiacono e, in seguito, dagli architetti Giuseppe Matteucci e Michele Lamparelli.
Successivamente, Giuseppe Castellucci, Corrado de Iudicibus, Federico Travaglia, Michele Lamparelli prima e Nicola Molinini e Francesco Scolamacchia poi apportano variazioni al transetto, alle volte e alle cupole.
Nel 1864 Michele De Napoli modifica il disegno della chiesa, segue i lavori fino al loro compimento e nel 1887 approva il progetto di costruzione del campanile.
Di carattere prettamente neoclassico, la cattedrale si distingue per la compattezza delle masse volumetriche, l’essenzialità nelle forme, l’immagine solenne e maestosa.
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Fonti bibliografiche:
G. Valente, Feudalesimo e feudatari in sette secoli di storia di un Comune pugliese(Terlizzi 1073 – 1779), I, Periodo normanno (1071 – 1194), Molfetta, 1982.
Cfr. V. De Chirico – A. Tempesta, Schegge di una cattedrale. Le pietre erratiche della Collegiata di s. Michele Arcangelo (1235 – 1782), Terlizzi, 1998.
 M. Gargano, Terlizzi.Le chiese, i conditori e il cimitero di Santa Maria delle Grazie, Molfetta, Mezzina, 1981,p. 20.
 G. Valente, Pagine di storia terlizzese, Molfetta, Mezzina, 1973, pp. 126 – 27 e p. 138, nota 28; M. gargano, op. cit., pp. 20 – 21.
 F. Caraballese, Introduzione al Codice Diplomatico Barese, vol. III, Bari, Cressati, 1960, pp. XXXVIII – XLI.
 Archivio Diocesano di Terlizzi, Fabbrica nuova cattedrale, Libro degli Esiti, Vol. I, p. 6
 N. De Sario, Guida a Terlizzi, Escursioni storico critiche e visuali,Radio Florlevante, 1986, p. 84.
 A. Pappagallo, L’ottocento terlizzese, Tipolitografia Mare, 1981, p. 25.

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