Dopo dodici anni il comune di Terlizzi vuole armare i Vigili Urbani, oggi decide il consiglio comunale

 

pistolagun

Nella città dei fiori che è stata anche la città di Don Tonino Bello, uomo di pace, è da oltre un anno che si discute dell’armamento della Polizia Municipale: da una parte la Giunta Gemmato, ferma sostenitrice dei proiettili, dall’altra diversi cittadini e alcune forze politiche critiche e dubbiose. Un’arma migliorerà l’offerta di sicurezza sul territorio? Un’arma convincerà i cittadini meno obbedienti a rispettare le leggi? Un’arma limiterà la violenza?

Domande che è lecito porsi, se non altro per i costi che le pistole genererebbero tra gestione, addestramento degli agenti e manutenzione. Costi che, in tempi di bilanci non certo pingui e di imprevisti sempre più stringenti, potrebbero essere di notevole peso per la comunità intera.

Questione di sicurezza, si dice. Ma che sicurezza può garantire un corpo di Polizia sempre più ridotto? Sempre meno Vigili Urbani, ma sempre più armati. Una scelta se non altro coraggiosa, ma che rischia di sortire l’effetto opposto a quello voluto. Veramente delle pistole possono garantire più sicurezza di uomini e donne che semplicemente pattugliano le strade? Non sarebbe più conveniente rinunciare all’armamento della polizia e favorire invece, con il prezioso denaro così risparmiato, nuove assunzioni, aumentando gli “occhi” disponibili a vegliare sulle strade?

Pensare che un maggiore sicurezza possa essere raggiunta, solamente armando un esiguo numero di agenti e trascurando altri importantissimi fattori (quali la capillarità e la tempestività degli interventi), potrebbe essere molto limitato e limitante, oltre che economicamente non vantaggioso. Non dimentichiamo che dodici anni fa, quando il corpo di polizia municipale aveva in dotazione le armi, queste erano tenute in manutenzione e deposito presso un’armeria che alla fine del mandato contrattuale fece pagare al comune una costosissima bolletta di circa centomila euro.

Abbiamo chiesto il pensiero di alcuni opinion leader della città per capire quanto sia reale il bisogno di ricorrere alle armi in un momento in cui persino Barack Obama vuole limitare l’uso e la detenzione delle armi in America. 

Pasquale Vitagliano di Città Civile: “Questa decisione mi sembra estemporanea e frutto di un malinteso senso dell’ordine pubblico. Non ci sono stati fatti tali da giustificare la decisione di “armare” un servizio che è e deve restate principalmente civico e preventivo. Esistono anche altri strumenti di dissuasione meno “violentI”. Con vigili urbani armati i cittadini non si sentirebbero più sicuri. Ma penso che non si sentirebbero più sicuri nemmeno gli stessi vigili”.

Vincenzo Di Tria ex Sindaco di Terlizzi: è passato un anno da quando Gemmato ha annunciato i “vigili con la pistola” e passerà un altro anno prima che si possa vedere per strada un vigile armato, ma questi sono i tempi da lumaca a cui ci ha abituato, nel merito sono assolutamente contrario, come è contraria Uniti a Sinistra. Ci siamo già espressi un anno fa e riteniamo che la sicurezza dei cittadini non passi attraverso l’armamento ai vigili, anzi riteniamo che un vigile armato renda meno sicura la comunità che assiste. Il vigile ha un compito di prossimità molto diverso da quello di un carabiniere o di un poliziotto, sta molto di più tra la gente, svolge compiti di controllo sul commercio, regola il traffico e sta davanti alle scuole mentre i bambini entrano ed escono, e cosa succederebbe se estraesse la pistola dalla fondina? Se ci fossero stati vigili armati durante la sparatoria del 30 giugno scorso, in una villetta gremita di gente e di bambini, sarebbe stato meglio o peggio? Io dico che i vigili devono fare i vigili, stare tra la gente e dare loro le risposte che vogliono, una città più vivibile, efficiente e meno anarchica. Oggi invece abbiamo 19 vigili e un comando di polizia municipale che resta chiuso per lunghe ore del giorno, quasi sempre una sola pattuglia che gira per strada e vigili che rispondono dalla macchina con il trasferimento di chiamata. Il loro numero va adeguato alle esigenze della città, questo va fatto, e Gemmato deve piantarla di fare propaganda con i soldi dei cittadini, perché questa sua trovata ci costerà parecchio. Al costo dell’acquisto delle armi e della loro custodia, vi sarà da aggiungere il costo del poligono di tiro e il tempo che i vigili sottrarranno al loro servizio per la formazione continua, per non parlare delle loro indennità, che lieviteranno per i maggiori rischi ai quali saranno esposti. Ma in realtà saranno i cittadini ad essere sottoposti a maggiori rischi e a subire il danno e la beffa di dover pagare più tasse per avere meno sicurezza.

LEGGETE DI SEGUITO ALCUNI DRAMMATICI EPISODI DETERMINATI DALLE ARMI !

Bussero (MI)

Castellamonte
Lugo San Giorgio
Cardano

Cardano del G

Torre del Greco Bitonto

 

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