Natale in un clima di sfiducia, senza luci e colpito da tasse e tributi

Tra pochi giorni è Natale ma a Terlizzi non se ne vede il clima, non c’è un albero per la città come è sempre stato, collocato in Piazza per armonizzare il contesto di una festa che coinvolge tutti indistintamente.

Non ci sono luminarie, non un richiamo alla festa più intima dell’anno che grandi e piccini aspettano per ritrovarsi.

I commercianti ti osservano con occhi bassi quasi a voler esprimere senza alcuna parola il disagio che si respira anche dal punto di vista economico in una città che ha sempre trovato la forza di reagire ai momenti più difficili, c’è rassegnazione in tutto e per tutti.

Le speranze delle vendite dell’Immacolata sono andate deluse e la notizia dei fortissimi aumenti della tassazione locale in materia di IMU e TASI, dopo quanto già accaduto con la TA.RI., ha spiazzato tutti ed ingenerato un clima di incertezza che ha letteralmente bloccato la spesa corrente dei cittadini molto preoccupati per aumenti che, ammontano a cifre importanti, molto importanti che incidono pesantemente sui già scarni e compromessi bilanci familiari.

La cosa che invece spicca all’attenzione dei curiosi cittadini e non, sono i numerosi manifesti coloratissimi che gridano agli scandali del palazzo, contro abusi, corruzioni, sporcizia e accuse reciproche tra fazioni in gioco, un gioco che ha trascinato Terlizzi nella solitudine e nel degrado che tutti osservano indignati ma che tacciono rassegnati al destino che ancora per qualche altro anno rimarrà tale.

A Terlizzi il clima si è fatto irrespirabile anche per via delle continue incursioni degli organi inquirenti che indagano sulle montagne di ricorsi portati al cospetto della magistratura, si ha paura di parlare, si teme lo sguardo indiscreto difronte a qualche politico impettito, e ciò, nonostante la devastante immagine che i media diffondono ad ogni livello.

Resta ben poco da fare, ma quel poco che resta basterà per cambiare la triste espressione del volto della Città che è stata dei Fiori e che  rimane tale solo grazie ai florovivaisti, abbandonati anche loro dall’amministrazione comunale che a breve li abbandonerà anche fisicamente, lasciandoli soli nel grande mercato da cui trasferirà i suoi uffici verso altre sedi, un segno premonitore del tutto inopportuno.

Nel frattempo godiamoci il caotico e irrespirabile stradone che è tornato a trent’anni fa con quattro file di auto che si muovono tra parcheggi e doppio senso di marcia. Per gli acquisti natalizi consigliamo l’uso delle mascherine respiratorie.

IL TETROSTRADONE

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