“Credo in un grande rilancio”, intervista al nuovo dirigente dell’Istituto De Gemmis di Terlizzi

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A smentire le voci pessimistiche di questi ultimi giorni sul destino del De Gemmis interviene Antonio Guida quasi 64 anni e da 20 dirigente scolastico, prima a Cremona, poi in diversi istituti pugliesi (tecnici commerciali e professionali di Canosa e Acquaviva). Da 13 anni dirige il liceo linguistico e tecnico commerciale “Marco Polo” di Bari. Da qualche mese pur continuando a dirigere la scuola di Bari, ha assunto la reggenza dell’istituto “De Gemmis” perché –  dice il nuovo dirigente scolastico – riconosco a questa scuola ottime potenzialità finora non del tutto messe a regime . E’ noto che, per il ridotto numero di studenti, il “De Gemmis” non è più una sede autonoma con un proprio preside. Per quanto mi riguarda, sono un preside esigente con studenti e docenti, ma soprattutto con me stesso.

D: Ogni importante avvicendamento di solito si accompagna con un certo clamore mediatico, questa volta non è accaduto, nonostante l’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Terlizzi sia riconosciuto tra i più prestigiosi anche per ciò che ha rappresentato per la Città nella sua lunga e gloriosa storia. Appresa la notizia del Suo arrivo abbiamo curiosato nel sito web della scuola notando con dispiacere che non risulta aggiornato, perché?

R: Accetto l’appunto e me ne scuso. Condivido anche che il De Gemmis possa e debba esercitare un ruolo da protagonista per lo sviluppo  culturale ed economico del territorio e in questa direzione mi muovo. Purtroppo la maggior parte delle mie energie sono state finora assorbite dalla soluzione, tuttora in corso, delle criticità di carattere organizzativo gestionale evidenziatesi negli scorsi anni.

D: Quale futuro vede nell’Istituto Agrario terlizzese, quale situazione ha ereditato?

R: Sarebbe frutto di ipocrisia affermare che si eredita una situazione rosea. A fronte di un corpo docenti preparato e in gran parte motivato, sussistono debolezze sul piano delle infrastrutture e dei servizi di supporto che risentono di un avvicendamento frequente del personale addetto. Il futuro della scuola si gioca su due elementi: la capacità dei docenti di esercitare una capacità progettuale e gestionale a 360 gradi e la continuità dirigenziale. Ripeto, credo che vi siano le possibilità di un grande rilancio ma è un obiettivo per cui lavorare almeno due anni.

Il rilancio passa anche attraverso una separazione dai plessi di Bitonto e, come dicevo, occorre una continuità per la quale avevo dato la mia personale disponibilità.

D: In questi ultimi anni abbiamo notato una certa assenza dell’Istituto nella società locale, nonostante quest’ultima sia molto legata alla preminenza socio economica del settore primario, da cosa è dipeso e se è possibile recuperare nel percorso affidatole;

R: Non sono abituato a giudicare l’operato di quanti mi hanno preceduto. La sua analisi è abbastanza condivisibile e ho già dato precise direttive per ritessere le fila di un rapporto con la realtà locale. Stiamo lavorando per una piena valorizzazione delle serre e per dotare la scuola di infrastrutture moderne, indispensabili per le esercitazioni e per un proficuo rapporto con il territorio improntato alla credibilità.

D: Dalle recenti statistiche leggiamo di un grande ritorno di giovani nelle scuole di indirizzo agrario ed agroalimentare con numeri molto incoraggianti, perché a Terlizzi questa tendenza non si registra?

R: Già da qualche anno si registra il processo di interesse dei giovani per il settore primario dell’economia. Il De Gemmis di Terlizzi non ha intercettato finora questa rinnovata attenzione perché sono prevalse logiche di autoreferenzialità. Poi, per essere attrattivi, occorrono risorse finanziarie ed oggi non “cadono a pioggia” come un tempo. Bisogna imparare a progettare e disporre di buona documentazione e, anche in questo caso, non bastano 3 mesi.

D: La sede storica dell’Istituto “Villa De Gemmis” è in totale stato di decadimento e la città in più occasioni di confronto sociale e culturale ha manifestato il bisogno volerla riportare al suo glorioso splendore, cosa è possibile fare perché ciò si realizzi?

R: “Villa De Gemmis” è attualmente un edificio privo delle condizioni di sicurezza e staticità. Stiamo pensando ad un progetto perché diventi sede di attività polifunzionali tra cui un museo della civiltà contadina.

D: Quello che si impegna a fare nel corso del suo mandato

R: Se il mio mandato dura solo qualche mese, il mio impegno verte su 4 questioni: rendere efficiente l’apparato amministrativo contabile della scuola, dotare la scuola di vie di accesso percorribili e in sicurezza, avviare la ristrutturazione  delle serre e dei laboratori, riprendere i rapporti con il GAL, l’imprenditoria e l’associazionismo locale.

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Villa De Gemmis OGGI

A proposito del GAL, ricordiamo le colpevoli responsabilità sia dell’amministrazione scolastica che del Comune di Terlizzi, nel non aver voluto condividere un progetto già finanziato con fondi comunitari per la riqualificazione della storica “Villa de Gemmis” destinata a diventare il punto di accoglienza turistico culturale dell’area intercomunale e che ora versa in uno stato di totale decadimento. 

 

NOTE STORICHE

Villa De Gemmis è una splendida villa quattrocentesca nelle immediate vicinanze di Terlizzi. Fu costruita dal Conte Normanno Goffredo sulle rovine di una chiesa e di un insediamento monastico dell’XI secolo dedicato a San Giuliano martire.

Passata alla Nobile famiglia della Mura e quindi nel XVI secolo ai Baroni de Gemmis fu abitata nel Settecento dal Vescovo diMelfi e Rapolla Mons. Gioacchino de Gemmis che vi si rifugiò con tre suoi discepoli, Luca de Samuele Cagnazzi, Vitangelo Bisceglia e Michele Continisi al tempo della restaurazione borbonica. Sopra il pilastro della cancellata d’ingresso alla villa una lapide marmorea ricorda Mons. de Gemmis e i letterati che lo seguirono.

L’ing. Gennaro de Gemmis nella prima metà del Novecento la ristrutturò, raccogliendo preziosi oggetti di arredamento e parti di altri edifici antichi, rendendola un prezioso contenitore artistico e culturale. In essa, negli anni del Secondo Conflitto Mondiale, il Barone sistemò la sua immensa raccolta archivistica, quella che costituirà la Biblioteca de Gemmis. Nell’immediato dopoguerra l’ing. de Gemmis ebbe grande notorietà e la Villa fu al centro delle attenzioni giornalistiche per il suo prezioso contenuto, fu inoltre frequentata da illustri storici e filosofi quali Benedetto Croce e Theodor Wiesengrund Adorno.

 

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Villa De Gemmis IERI

L’immensa tenuta annessa alla villa, costituita da diverse migliaia di ettari e trasformata in una produttiva azienda agricola, fu grande spinta per l’attività vivaicola locale, tanto che da allora fino ad oggi Terlizzi è chiamata “la città dei fiori”.

Il Barone si dedicò anche a ricerche di botanica, ideando sistemi tuttora alla base dell’ottimizzazione del raccolto.

Un famoso giornalista americano definì la villa “…un po’ castello e un po’ bicocca”, mentre da molti locali fu conosciuta come “Villa dei Porci” a causa delle statue rappresentanti scrofe poste a lato di uno dei viali di accesso. Ogni scultura, chiamata “scrofosfinge” e voluta dall’ingegnere, presentava una lapide marmorea con scritte sarcastiche e acute che colpivano l’attenzione dei visitatori.

L’estrosa e geniale personalità del de Gemmis lo portarono nel 1950 a donare l’immenso patrimonio alla Provincia di Bari. Dal 1960 le raccolte cartacee della Villa costituiscono a Bari la Biblioteca de Gemmis e dal 1989 la villa, purtroppo brutalmente rimaneggiata, è sede dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura Gennaro de Gemmis.

 

2 pensieri su ““Credo in un grande rilancio”, intervista al nuovo dirigente dell’Istituto De Gemmis di Terlizzi

  1. Il prof. Antonio Guida l’ho conosciuto ad un corso di ‘formazione in servizio’ al ‘Marco Polo’ divari. Nessuno ha l’idea di cosa sia tale Istituto in Bari e della capacità organizzativa del prof. Guida. Come al solito, a TERLIZZI, si perde ogni potenzialità. La situazione che ha trovato all’IPAG ‘De Gemmis’ non si può tradurre in parole. Credo fermamente nelle competenze del prof. Antonio Guida.

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