Templari al Borgo di Sovereto, c’è ancora molto da scoprire

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Templari, simboli e documenti ne proverebbero la loro presenza a Sovereto.

Che i Cavalieri del Tempio o Templari siano stati presenti a Sovereto sembrerebbe un dato certo, anche se la Chiesa e il compianto storico terlizzese Gaetano Valente, che era anche un sacerdote, hanno sempre sostenuto il contrario, osteggiando gli studiosi che la pensavano diversamente.

Basta recarsi a Sovereto ed osservare i simboli lapidei per capire che la piccola frazione terlizzese ha ospitato gli antichi Templari. Anche osservando gli affreschi emersi nella sacrestia della chiesetta si capisce che si è di fronte alla presenza templare.

Ma ci sono anche dei documenti che parlano dei Templari a Sovereto. Come ad esempio la lettera sulla città di Terlizzi che il Cantore Don Vito Bisceglia, vicario generale di Altamura, moderatore degli studi di quella Regia Università e socio dell’Accademia Reale dei Georgofili di Firenze, scrisse nel dicembre del 1798 a Don Michele Tescia, Regio Bibliotecario ed Archivario. “La mia Patria – scrive Don Vito Bisceglia – ebbe da quel tempo un nuovo propugnacolo nei Cavalieri Templari stabiliti nel suo territorio e precise nel luogo detto Soverito, sacro ad un’immagine della Vergine colà trovata, la quale richiama ora più che mai la devozione dei miei cittadini. Divenne quella Commenda di Malta dopo l’estinzione dei cavalieri del tempio. Coi Templari,  racchiusi come in un monastero, di cui si veggono tutt’ora le fabbriche in Soverito – conclude Don Vito Bisceglia – vi abitavano le monache, la cui badessa stipulò un contratto col Capitolo di Terlizzi e n’esiste il documento nell’Archivio Capitolare”.

Anche nella frase di Federico II di Svevia “Terlicium inter spinas lilium” si celerebbe la prova della presenza templare. L’imperatore non parla certamente delle spine del giglio ma degli ingressi ai camminamenti sotterranei che i Templari adoperavano per muoversi, coperti da rovi spinosi (spinas) per nasconderli a sguardi indiscreti.

Non dimentichiamo a tal proposito che a Terlizzi c’è via Spineto, da cui probabilmente partirebbe un camminamento che porta a Sovereto. Anche la distruzione dell’antico duomo romanico potrebbe essere collegato ai Templari che fu distrutto per volere della Chiesa e dell’Impero intorno al 1300 D.C.

Con l’arrivo dei Cavalieri del Tempio, che sono all’origine della diffusione delle chiese gotiche, simili all’antico tempio di Salomone che sorgeva a Gerusalemme, il duomo romanico terlizzese divenne gotico con l’aggiunta di simboli che il potere ecclesiastico e politico non tolleravano.

Non doveva rimanere traccia dei Templari, ricchi e potenti. Ma i Templari non furono in realtà distrutti. Sulle loro ceneri è nata successivamente la Massoneria.

Massimo Resta

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