Città Civile: i primi fatti sulla Censum raccontano di intimidazioni contro chi si opponeva alla cattiva gestione delle “Cartelle Pazze”

 

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Mal riuscito il tentativo di dissuasione messo in gioco da parte della politica avversa alle verità e alla trasparenza sulle vicende che hanno interessato ed interessano ancora i cittadini terlizzesi, ai quali sono stati sottratti circa due milioni di euro per lo scandalo Censum.

Dall’incontro dibattito tenuto ieri nella sede di Città Civile, si è capito molto di più, anche grazie all’intervento del prof. Nicola Colaianni, il quale ha inquadrato storicamente e giuridicamente, si è ulteriormente compreso che la cittadinanza attiva e la partecipazione all’amministrazione della cosa pubblica non sono attività di mero volontariato. L’ordinamento riconosce e disciplina questa soggettività così da costituire un “contro-potere” democratico al rischio della “dittatura della maggioranza”.

Sono state quindi presentate le proposte di deliberazione avanzate da Città Civile in questi anni in Consiglio Comunale, dalla “Spending review”, al Piano del Traffico, dal Microcredito alla Ludopatia, ed alla disciplina del “Baratto Civico” in materia di Cittadinanza Attiva.

Infine, come da impegno impreso quando si preannunciò la costituzione di parte civile nel processo “dirty connection”, l’avv. Michele Di Pinto ha raccontato come si è arrivati al riconoscimento processuale di Città Civile come “parte offesa” contro la Dirigente.

Sono stati poi raccontati i primi fatti, diventati pubblici in dibattimento, come l’episodio delle intimidazioni nei confronti del funzionario che si oppose alla cattiva gestione delle “cartelle pazze”.  Non si trattava di “mostrare gli atti”, quasi fosse l’ “ostensione” di qualche reliquia, ma del diritto-dovere di raccontare ai cittadini Terlizzi una brutta pagina della nostra storia.

Appuntamento al 18 novembre a Trani dove si svolgerà la prima udienza di merito sui fatti legati allo Scandalo Censum.

Un pensiero su “Città Civile: i primi fatti sulla Censum raccontano di intimidazioni contro chi si opponeva alla cattiva gestione delle “Cartelle Pazze”

  1. Mi piacerebbe sapere se qualche cittadino si sia mai chiesto “chi” ha inviato le cd “cartelle pazze”. Fa specie rilevare che la solerte Funzionaria che era responsabile del servizio, che le ha sottoscritte e inviate ai Cittadini, sia poi diventata la “vittima” della situazione, chiaramente a scapito della sua dirigente: ma le sue responsabilita’ che fine hanno fatto? E’ questa la domanda che rivolgerei agli inquirenti quantomeno per dare ai cittadini informazioni corrette e complete sulla vicenda.

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